good morning sunshine!!

Una giornata in un reparto di ospedale. Non sei infermiere, non sei paziente... neanche medico o barelliere, non sei neanche il barista che porta su i caffè... sei un parente impacciato e confuso, che teme di essere di intralcio e chiede, quando può, incalzato dai bisogni improvvisi e inderogabili della persona che ami e che non vorresti veder soffrire.

Comunque la giornata, anche se lunga, passa. Chiacchieri con qualcuno, leggi il giornale, qualcuno passa a trovarti, aiuti per quel che puoi col santo timore di fare peggio, vai fuori a farti un giretto perchè un po' d'aria non è negata a nessuno....
Ma la notte... quando arriva la notte,  quando la luce non illumina più l'apparenza, quando il silenzio lascia spazio alle insistenze del dolore, sussurrato, gridato, a implorazioni, mendicanze e anche pretese. Quando l'attività rallenta e accelerano i movimenti del pensiero, tanto che lo devi tenere stretto per le briglie prima che cada nel labirinto dello sconforto; quando insomma sei da solo e vai a tentoni, nel buio della notte, appunto.... ecco, lì la faccenda si fa più dura.

Deve esserci qualcosa che regge, che fa tenere aperta la ragione oltre che le palpebre, qualcosa che non ti faccia semplicemente sopportare..."ha da passà sta nuttata", ma vivere istante per istante cercando di non buttare niente, cercando di non rovinarsi la vita con il lamento, cercando anche lì, proprio lì, quel 'quid' che dice della vita 'vale la pena'.
'Quid animo satis?'... cosa soddisfa l'abisso del mio cuore? Sembrerebbe più facile rispondere quando stai vivendo qualcosa di evidentemente bello, buono, vero. Ma io ho una pretesa ostinata e ribelle: voglio che la vita mi soddisfi anche lì dove la salita si fa più dura, anzi... è lì che mi piace sfidarla a dimostrarmi il suo significato, il suo 'val la pena'.

E allora capisci che chi ti tiene desto, paradosso dei paradossi, è proprio quel continuo insistere del bisogno di tuo padre, non solo perchè appena credi di averlo aiutato e ti siedi un attimo.... lui riprende a chiamarti, ma l'attività fisica e mentale dello staccarsi da sè, dai fantasmi del pensiero notturno, dalle teorie, il muoversi come risposta ad un altro, come risposta... che devi pensà ancora? Rispondi e basta! Il miglior antidoto alle varie depressioni notturne.

Poi. come una benedizione, come una misericordia dalla faccia allegra... arriva la luce del mattino e puoi vedere meglio che la bellezza della vita sta nel rispondere a qualcuno che ti ama.

Vado a riposare...
ciao ciao
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