domeniche

...si, l'Italia esce dal mondiale... non sono neanche riuscita ad ascoltare un pezzettino di partita... lavoravo.... comunque meglio.... meno sofferenza.
Ma il bisogno di almeno una radio mi ha fatto ricordare qualcosa, come quando si sente un profumo e scatta il ricordo, vivo.
Le mie domeniche da bambina.
La domenica per la gente che tira la cinghia è un giorno più speciale di altri, profumo di pollo arrosto e patatine... immancabile, non è che la carne te la potevi permettere sempre, e il prosciutto crudo in casa mia si è materializzato solo verso i miei diciotto anni, che già lavoravo.
Pollo arrosto, patatine, i fratelli che fanno gli scemi e non ti lasciano entrare nel gioco... invidia nera... niente tv, ancora, mentre si mangia... radio!
Papà aveva di recente scoperto la nuova tecnologia della filodiffusione. Era una scatola marrone con i tasti, c'era anche il canale tutto di musica classica... 'dai mamma... voglio sentire qualcosa che non mi fa dormire!'... a quell'età il concetto di bellezza ha molti limiti.
Poi ti toccava sparecchiare o 'fare' i piatti, e la radio sempre che andava... 'gran varietà'... 'il gambero'... i radiodrammi con fior di attori... dei bei polpettoni a puntate... ma poi c'era la madre di tutte le trasmissioni, mitica, concitata, grezza e appassionante 'Tutto il calcio minuto per minuto'.

L'essenza del calcio, il distillato del pallone, la scuola del giornalismo sportivo, la bellezza dei fatti a cui vengono risparmiate le opinioni.
Sento ancora le voci dei radiocronisti, li potrei riconoscere dal timbro: Nicolò Carosio, Enrico Ameri, Beppe Viola, Everardo Dalla Noce... e lui, il solo, l' unico, the voice: Sandro Ciotti.
Tutti agitati, essenziali, rapidi... lui no, lui era calmo, lui grattava le parole come pochi, eri lì allo stadio con lui tranquillo che ti spiegava i passaggi, era veloce ma non te ne accorgevi e ti sembrava anche di vederlo ridere un po' sotto i baffi.. 'ragazzi, tranquilli, non vedete che è solo un gioco?... bellissimo, ma solo un gioco'

Niente commenti e tanta umiltà... sei lì che stai descrivendo un passaggio decisivo, sei riuscito a fare lo slalom con le parole, ti senti il dio della radio e... ti bloccano con un 'reteee' da un altro stadio... fine del tuo exploit!
Essenziale, fatti, fatti, fatti.... chi se ne frega delle tue interpretazioni, delle analisi e dei bilanci... fatti: stoppata la palla, tiro, dribblato l'avversario... passaggio con un traversone al mediano destro che di prima la passa al centravanti pronto al tiro...
Lo stadio in casa... tutti gli stadi in casa! E tu che senti ancora l'odore del pollo in cucina, che ti sei dimenticata dei compiti da finire, che aspetti l'ora canonica per andare a pattinare all'oratorio... con il gracchiare perfetto di un grande calcio nelle orecchie e nel cuore.

Siamo fuori dai mondiali? Fa niente... finchè ci rimane la nostalgia non siamo ancora fuori da un calcio così... ma abbiamo o no la voglia ancora di divertirci? E' un gioco ragazzi, ci fa soffrire ma è un gioco... il gioco di quando eravamo bambini.

ciao ciao

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