Un ragazzo difficile

"Proprio nel mio gruppo c'era un rompiscatole, un ragazzino di otto nove anni, praticamente senza famiglia, che viveva presso parenti che non amava e da cui non era amato, di nome Akinfa; era indisponente, stuzzicava tutti, prendeva in giro i bambini ebrei, si azzuffava e così via. Noi tutti, e soprattutto io che ne avevo la responsabilità, lo esortavamo con la parola e con l'esempio, ma una volta Akinfa passò tutti i limiti: picchiò uno dei compagni, prese a male parole gli adulti, commise un furtarello e così fu decretata la sua espulsione.
Quando venne il momento di eseguire la condanna, il momento del distacco, io, non so come, scoppiai a piangere, e a questo punto avvenne la seconda nascita di Akinfa: scoppiò a piangere anche lui, chiese perdono a tutti, rese la refurtiva e da quel momento mi seguiva sempre e ovunque nel campo come un fedele cagnolino, spiegava a tutti che in vita sua non aveva mai visto una maestra che piangesse per un suo alunno, che piangesse, per dirlo con le sue parole: sull'anima e sulla vita di un monello; proprio questo era il senso del suo stupore e del desiderio di rimettersi sulla strada"
                                                                                                      Maria Judina

si, mi è capitato di piangere per qualche mio alunno... ma in effetti io sono Akinfa


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