la mia città

Ci sono cose che sono belle nei tuoi occhi, e l'indifferenza degli altri non ti ferisce perchè sai che non sanno. Non sanno le strade, non sanno gli angoli, non sanno di quella risata, di quella chiacchierata durata tutta la notte lì, vedi? Lì a quell'angolo, con il tram che passava e ripassava, vuoto, fino a che non è ripassato più... e neanche lui. Non sanno di quella serata là  rimasta come un fermo immagine durato una vita, di quella finestra sempre illuminata.
Non sanno della mano del tuo nonno che ti guidava, a piedi, per strade indaffarate e ti spiegava 'qui ho conosciuto la tua nonna, là c'era la casa di ringhiera dove è nato tuo padre' e ti sembra di vederli ancora, sempre di corsa, sempre con la battuta sagace, quel dialetto un po' 'bauscia' e un po' cordiale, ruvidi ma capaci di amicizia, tra quelle case grigie, che quando c'è il sole sanno anche essere belle.
La mia città, non piace a molti, forse a nessuno. Ma ci sono segreti antichi anche qui, ben nascosti, quasi si vergognasse, perchè si vergogna, di essere sentimentale.
Devi andarteli a cercare gli angoli dove puoi sentire ancora l'eco di una voce calda, tra clacson assordanti e fretta e indifferenza, ma quando li hai trovati te li custodisci come perle.
E' difficile credere che dietro il muro della Breda, all'angolo del deposito dei tram, accanto all'officina o sotto gli uffici della Popolare si possa sentire qualcosa che assomiglia alla nostalgia... ma vi assicuro, la mia città è bella.

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