oggi mi butto sul politico...aiuto!!!

Indignazione. La parola più usata, abusata e sbandierata di questi tempi. Sinonimi? Scandalo, ira, irritazione, rabbia.

Ho quasi deciso di fare una cosa scandalosa, cercare di ragionare prima di indignarmi, e se ci saranno delle buone ragioni...allora mi indignerò, ma... dopo.

Allora, il tema è la scuola. Svolgimento:

l'ultima occasione, come se non ce ne avesse fornite abbastanza, ce la porge il cavalier Silvio, sì, lui, quello che riesce miracolosamente a tener unita la sinistra italiana. Esternazioni sulla scuola e su chi ci lavora.

Posso ragionare un attimo?
La dignità del mio lavoro, la bellezza, la ragione per fare sacrifici e reggere i fallimenti nel mio mestiere le ho scoperte un po' di anni fa, quando il cavaliere forse stava ancora suonando sulla nave...quindi, come non me ne ha elargito lui il beneficio, lui neppure me ne potrà privare, allora perchè prendersela tanto?
Mi si dice che ha il potere di dare o togliere soldi agli insegnanti? Che non permetterà mai una scuola di qualità?
Bene, in quanto a soldi non è che ci può togliere quello che non abbiamo, se avessi voluto fare i soldi avrei forse fatto la maestra? E fino ad ora le scuole hanno forse nuotato nell'oro?
Non permetto a nessuno di elargirmi la dignità, semplicemente perchè è una cosa che mi appartiene come il mio naso, mi è stata fornita con la mia appartenenza al genere umano, quindi se anche possono ammaccarmi il naso, nessuno ha il potere di togliermi la dignità, se non io stessa comportandomi da animale.
Allora danno più dignità alla scuola quelli che la considerano come un parcheggio per i figli? Oppure quelli che la paragonano ad un mezzo di trasporto..."come sono libero di prendere il taxi invece che il tram posso essere libero di scegliere una scuola non statale...basta che me la pago"?
Già perchè educare sarebbe esattamente come tenere un deposito bagagli o fare il tranviere. Ho rispetto per tutti i mestieri, ma se non vediamo la diversità allora è inutile che ci arrabbiamo con Silvio...lo seguiamo a ruota.

La scuola è un posto di esseri umani adulti che secondo il loro cuore, la loro intelligenza, l'esperienza e altre bazzecole, come passione, dedizione, lavoro...tentano di introdurre i piccoli alla conoscenza della realtà, secondo mezzi e metodi liberamente scelti. Non abbiamo le tecnologie all'avanguardia? Non abbiamo aule grandi e fornite di materiale? Abbiamo acqua che filtra dai muri? Certo sarebbe meglio avere il meglio, ma non per questo è impossibile educare... mi servono solo due cose: un cuore umano curioso e la realtà.
Tutto il resto è grasso che cola.
Gioco al ribasso? Mi spiace no, e ancora no. Gioca al ribasso chi pensa che per fare la qualità della scuola sia sufficiente una bella impalcatura di procedure per avere la patente iso 9000 vattelapesca, chi pensa che la dignità si misuri in base all'ammontare dello stipendio, o al consenso di chicchessia.
Certo tutte cose belle, ma io mi permetto di considerarle solo l'antipasto, cose che non disprezzo ma di cui ho fatto a meno fino ad ora. Di una sola cosa non posso fare a meno nel mio lavoro: la libertà di mostrare la mia faccia.

Punto due dello svolgimento:
scuola statale e non statale.
Ci sono bravissimi insegnanti nello stato e nelle non statali, mediocri insegnanti nelle non statali e nello stato. E allora? Dove sta la differenza? Appunto! Non c'è. E quindi in questo mondo così pieno di discorsi sulla tolleranza, la libertà, l'apertura eccetera eccetera...come mai questa paura della scuola non statale? Noi, che non abbiamo paura di lasciare che sia la televisione ad educarci i figli.
Si tratta di soldi? Scuola di ricchi e scuola di poveri? A parte che vorrei capire chi è mai diventato ricco facendo una VERA scuola... proviamo a chiudere anche solo gli asili parrocchiali, anche solo quelli, e vediamo in quale collasso rischia di precipitare la scuola statale... allora sì che potremmo davvero andare a insegnare l'ABC sotto gli alberi...ma questa parte del tema è solo accennata, per chi è interessato ho una carrettata di argomenti.
A proposito.... io insegno in una scuola statale in cui piove dentro ogni volta che c'è brutto tempo...;-) e giuro che non c'è nesso economico tra il buco sopra il mio tetto e la scuola dietro casa mia di un manipolo di genitori... anche perchè tirando la cinghia si pagano la loro scuoletta, e con le tasse pagano anche il mio tetto.

Comunque io di politica ci capisco poco... sono solo una maestra ;-))
ciao ciao
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