errori

Una persona candidamente perfetta, alla quale devo dire che mi sono affezionata, mi ha detto che non sono una maestra affidabile perchè ho sbagliato un accento.
Non solo, ma che dovrei vergognarmi dei miei errori ortografici invece di riderci sopra.
In effetti la cosa è gravissima, divertente, ma gravissima: sono totalmente priva di rimorso davanti a tali errori...! dovrei farmi curare.

Oltretutto, non pare essere l'errore la cosa grave, bensì la totale assenza di sensi di colpa grammaticali.
L'accento è diventato il nuovo peccato originale? Devo dire che quello di Adamo ed Eva era più...diciamo...divertente?

Sarebbe bello che il mio lavoro di insegnante, no, la mia vita intera, dovesse fare i conti solo con limiti di tal fatta!
Quello che mi fa contare le ore notturne, che mi fa rigirare nel letto per trovare una soluzione, quello che mi tormenta il cuore e non mi lascia un istante ha ben altro peso e misura.
E' lo scoprirmi totalmente incapace di amare la faccetta di bambino che ho davanti, è il non trovare le parole da dire quando mi chiede perchè deve far fatica o fallire. E' il non sapere la formula della libertà, è il non poter soffrire al posto suo.
Ho conosciuto bambini che non sapevano mettere gli accenti al posto giusto perchè avevano la mente occupata da orrori troppo familiari, bambini autistici che si rotolavano per terra perchè avevano paura di essere toccati, mentre io non potevo, non dico abbracciarli, ma anche solo guardarli negli occhi.
Ho conosciuto bambini capaci di cinismo a otto o nove anni perchè la notte erano lasciati in balìa di programmi televisivi feroci...'me l'hanno regalata...è nella mia cameretta...la posso guardare quando voglio'... e ogni volta uscivo da scuola in compagnia della mia impotenza, e forse anche di parecchi sensi di colpa perchè quel giorno avevo osato sgridarli per un apostrofo dimenticato.

Per molto tempo ho fatto a botte con i miei limiti, e ancora sono in guerra. Cosa mai mi potrà consolare, curare, guarire?
Ci sono diversi metodi per provarci: dimenticare e vivere come in un eterno luna park, farsi soccorrere da qualche strizzacervelli, convincersi che si è perfetti perchè si sanno mettere gli accenti al posto giusto e non confondere le dotte citazioni, già perchè insegnare consiste solo in questo... (?) oppure, oppure trovare qualcuno che ci ama così come siamo, non che si dimentica dei nostri errori, strabiliante! Li vede, li conosce e ci ama lo stesso! Lo stesso, senza aspettare la nostra perfezione.

C'è bisogno di un padre per poter sopportare i veri errori, ridere di quelli piccoli e tentare di convivere con quelli grandi, se proprio non si possono correggere.

Carissimo blogger Leonardo, che sogni ancora la maestra dalla penna rossa e ti tormenti sul centesimo materasso per un accento...oops...un pisello fuori posto, io ti auguro di iniziare presto a fare i conti con i veri errori che tormentano la vita, quelli dove non basta rileggersi quattro pagine di un manuale di grammatica per cavarsela...forse diventerai un insegnante meno perfetto e cavilloso ma sicuramente più tollerante con i tuoi alunni.

Un abbraccio a tutte le persone che sbagliano e sono vergognosamente prive di paura!
 
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