cineforum
Uno di quei film che incontri come una sorpresa e ti restano inchiodati alla memoria, che ogni volta che li vedi è come la prima.
"To kill a Mockingbird" ovvero "Il buio oltre la siepe"
Non sempre ci azzeccano con la traduzione dei titoli, io sarei sempre dell'idea di lasciare quello originale, ma in questo caso il cambio non è male.
Qualche giorno fa c'è stata una discussione in classe, una di quelle discussioni che partono da una notizia che nasconde paure inespresse, e che si governano a fatica, che sembrano cavalli imbizzarriti. Una aggressione avvenuta in quartiere, in pieno giorno. La paura ad andare in giro da soli, qualcuno che vuole vedere maniaci dappertutto....Vorresti spiegare tutto, chiarire tutto, far passare tutte le paure, rassicurare e far sparire tutte le ombre minacciose sulla testa di questi ragazzetti... che fai?
Troppe spiegazioni non servono, bisogna incontrare qualcuno, vedere in azione l'umanità di fronte alla vita. Dire che non fidarsi va bene ma... che non si può vivere senza fidarsi di qualcuno.
Io sono convinta che un buon film, guardato insieme e discusso, amato oppure odiato, può essere un buon appoggio a un povero maestro logorroico, per almeno due buone ragioni: fa tacere il maestro per almeno 120 minuti e mostra esempi concreti.
Così mi sono ricordata di uno dei miei primi amori...del buon Atticus, della sua Scout e di Boo Radley.
Certo, se bastasse un film.... i cinema non sarebbero in crisi.
Non ho la pretesa di salvare il mondo, tantomeno con un cineforum....ma solo di prendere per mano una ventina di bambini e fare un po' di strada con loro in questo mondo.
E così, su questo sentiero, ecco che incontriamo storie ben raccontate. Perchè le storie fanno riflettere, alzano lo sguardo, fanno desiderare... insomma fanno crescere. Le belle storie ben raccontate.
In quanti ci ricordiamo di un libro o un film come qualcosa di importante per la nostra crescita. E scopri che qualcosa di te è cambiato da quel preciso momento, te lo ricordi dopo, ché mentre accadeva eri incantato.
"Il buio oltre la siepe": storia di bambini e adulti, galantuomini e farabutti, rettitudine contro ignoranza, difficoltà del vivere e innocenza e, perchè no, scrittura e interpretazione impeccabili.
Un film così non è che si guarda e basta, è come se ci si potesse stare dentro, ti ci accomodi e ti ci affezioni.
Avevo dieci anni quando l'ho scoperto, come i miei ragazzetti. Una settimana dopo ero già in cerca del libro, e la ragione me la ricordo benissimo: volevo stare ancora in compagnia della mia amica Scout e del suo papà.
Spese
E invece no! Anche stasera sono uscita con un sacco di altre cose, tra cui almeno 3 sono inutili, ahimè rossetto compreso... vanità compresa.
L'inferno gelato del supermercato...grrrr! Chissà che razza di contrappasso dantesco sarà mai? Cosa abbiamo fatto noi, tapini, nell'altra vita per meritarci l'Unes?
Salendo in macchina mi viene in mente la drogheria della Carolina. Non importa se non sapete chi è....tutti abbiamo avuto una drogheria con dentro una Carolina.... tutti quelli che hanno più di 30 anni per lo meno.
Bastava passarci davanti e ti assaliva quel profumo nato dall'incompatibile, fatto di acqua di colonia e mortadella, detersivo e caramelle, biscotti venduti sfusi e dentifricio Binaca, liquori e dopobarba, caffè e cannella.
C'era sempre una scusa per farsi mandare a 'fare le commissioni'. Un etto di 'bologna'...che sarebbe la mortadella detta all'emiliana, un pezzo di sapone marsiglia, due spugnette verdi per lavare i piatti.
Entravo, e se c'era la fila ero contenta. E annusavo, annusavo cercando di distinguere gli odori, di sciogliere quei fragranti nodi profumati che mi si sono stampati nel cervello.
Poi, da dietro il bancone, la Carolina mi chiamava "ven chi putìna...anche questa estate sei venuta a trovare la nonna...brava, brava"
Devo dire che mi sentivo un po' come un cappuccetto rosso orfano di lupo, in compenso di nonne ne avevo due: la mia e la Carolina.
Diligente facevo la mia spesa, lì, al posto dei bambini, non davanti al bancone, ma di fianco. E ogni anno misuravo la mia statura con la sua, forse crescevo in fretta, di certo lei in fretta si faceva più piccina, piegata e lenta ma sempre sorridente e...profumata di Carolina.
Al momento di pagare si spostava a fatica verso il fondo del bancone e tirava fuori da una scatola di libricini colorati, tra gli altri, quello con il nostro cognome e segnava. Si pagava così, si scriveva e alla fine del mese si saldava.... ci si fidava.
Poi la donnetta mi scompariva nel retrobottega strizzandomi l'occhio, e ritornava sempre con un cartoccio che mi nascondeva furtivamente in tasca. Io, fuori di corsa. Con la strana sensazione di aver fregato tutti gli altri clienti.
Una volta per strada aprivo il cartoccio marrone e dentro, immancabili, ecco farmi l'occhiolino le mentine della Carolina. Dischetti di zucchero colorato, le caramelle della spesa.
Credevo di essere l'unica a conoscere il segreto della Carolina. Ma poi, tra amici e cugini, siamo diventati grandi, la Carolina è andata in cielo e ci siamo scoperti tutti debitori di centinaia e migliaia di mentine colorate.
Insomma, volevo dire che...quali ricordi potrà mai suscitare una spesa al supermercato? Mentre la drogheria della Carolina ha messo davvero un buon profumo nella mia infanzia.
albero 'maestre' (ovvero maestre col mal di web) 1
Inizio con la musica.
Il sito si chiama Semplicementemusica
è diviso in diverse sezioni, storia, geografia, strumenti, suoni e rumori...
Molto utile la parte degli strumenti, una breve spiegazione è accompagnata da un esempio sonoro liberamente scaricabile in formato zip.
La prima cosa che mi è venuta in mente da fare è la costruzione di una piccola tombola sonora da utilizzare in classe. Si possono ascoltare gli strumenti singoli e poi cercarli tra gli altri in brani a mano a mano sempre più complessi, un gioco dell'ascolto, una 'caccia al tesoro sonoro'...insomma ognuno ci può mettere il nome che vuole. Ma questa è solo una piccolissima idea... e neanche tanto originale.
Carina la sezione geografica con esempi di brani per ogni regione italiana. I suggerimenti didattici sono semplici e ben utilizzabili, senza tanti paroloni e sbrodolamenti di pedagogese , insomma proprio una cosa utile che fa onore al suo nome: Semplicemente musica.
Per accedere direttamente ecco il link
ciao ciao!
cosa 'fa' un maestro
"Ehi! ma una maestra 'ste cose non dovrebbe già saperle?"
Ecco. A parte il fatto che ogni volta che sento questa musica mi viene voglia di spegnere lo strumento...devo dire che io veramente non sono mai troppo sicura di quello che so, nel senso che.... "non si è mai finito di imparare".
E dopo questa pietra miliare della saggezza popolare, riprendiamo il filo, no, la retta.
Geometria dicevo, ma avrebbe potuto anche essere il passato dei verbi, la caduta dell'impero romano o la ricetta della pasta alla carbonara. Alla fine, proprio lì, quando hai finito di leggere, quando sei tranquillo perchè hai capito, quando sapresti rifare i passaggi senza rileggere....quando hai studiato insomma...insomma lì si comincia davvero. Lì inizia una delle cose più belle del mio mestiere, inizia con una domanda: "...e adesso come lo faccio capire ai pargoli?".
Potrebbe esserci una soluzione: spiegazione, trascrizione esercizi, compiti, interrogazione.
Ok come dire: noia!
In fondo insegnare è un po' come cucinare: puoi farti un giro veloce al supermercato, riempire il carrello di "salti in padella" e precotti e una volta a casa infilare tutto nel microonde, oppure...
Oppure girare tra i banchi di frutta e verdura del mercato, guardare, annusare, toccare, scegliere perchè devi preparare qualcosa di unico in cui fanno festa tutti i sensi.
Il problema non è la fatica, il problema è davvero il godimento!
Allora come la spiego la retta ai bimbi? No, non posso dare una definizione precotta in padella....gliela devo cucinare in modo che gli vada giù cantando, e mentre sono lì tra pentole e fuochi matematici le mie papille razionali sudano e si divertono.
In-segnare...in-dicare...dare una direzione a gambette che hanno voglia di correre.
Il segmento come "il percorso più breve che collega due punti P e Q nel piano euclideo" a un bambino fa lo stesso effetto di un piatto di zucchine bollite e insipide, occorre che i segmenti diventino un bel piatto di spaghetti da risucchiare e sbavarsi il mento...roba che si mangia con gusto...roba che si può prendere e pasticciare nel piatto, e anche mangiare con le mani se occorre. Le buone maniere le impariamo dopo.
"Allora bambini, qual è la strada più corta tra casa e scuola? Andiamo a fare un giro che poi lo segniamo sulla cartina"
Cosa fa di un maestro un maestro? La cucina casalinga.
ascoltare musica
Mentre ascoltavo, con la coda del pensiero, mi guardavo....si ascolta la musica nello stesso modo in cui si vive. A volte incuriositi, spesso distratti, sorpresi da un accento nuovo e in attesa. Poi, nuovamente svolazzanti a pensare ad altro. Mi sembrava di avere il singhiozzo. Perchè quei brani, pur belli, non mi prendevano? Magari perchè era musica 'difficile'? Forse, ma non sono del tutto sicura.
Ad ogni modo, a concerto finito ho fatto un po' di domande ad un amico violoncellista, e mi si è aperto il cielo!
Due parole, non una lunga spiegazione, e già questo mi ha stupita: "esperto" è chi conosce per esperienza, e per risponderti non ha mica bisogno di tante parole, ti racconta semplicemente di sè.
"Vedi, ci sono musicisti eccellenti, perfetti nella loro interpretazione, ma la musica ti prende solo se riescono a farti cantare"
"intendi cantare proprio?"
"sì, come si fa sotto la doccia! Bè, certo che se sei in una sala da concerto ti devi un po' contenere..."
Poi qualche notizia sul brano di Chopin. Fine.
Di questo avevo bisogno! Non di sapere come si mettono le dita per ottenere un determinato suono, o quanti fratelli aveva la suocera di Chopin.... ma ce l'aveva?
Ho capito che se mi avesse detto prima quelle due cosette avrei certamente ascoltato meglio.
Sì, ascoltare la musica è come vivere, se non hai un punto di riferimento fai davvero fatica a stare attento, tutto ti scappa da tutte le parti. Se nessuno ti indica la strada...ti perdi a inseguire farfalle.
ascoltare come da bambini
Ti avevano detto che se l'accostavi all'orecchio, e stavi bene bene attento però, avresti sentito il rumore del mare.
Erano conchiglie piccoline quelle che trovavi, non bastavano a farti sentire il mare. Però tu lo facevi lo stesso. Una manina sull'altro orecchio e gli occhi un po' chiusi...con gli occhi chiusi si ascolta meglio..."sì, sì lo sento!"
"Ma va là...non è il mare quello!" Qualche fratello più grande e saccente aveva una spiegazione bell'e pronta, una cosa proprio adatta a spegnere lo stupore.
Ma tu no, ci provavi lo stesso, forse era un bel gioco, e rimanevi in ascolto.
Poi ti hanno regalato una vera conchiglia, una di quelle grandi, quelle che il mare ce l'hanno dentro davvero accidenti, questa sì!
Era su qualche mobile a fare da fermacarte..."Non farla cadere che si rompe!"
"Voglio sentire il mare!"
"Sì, il mare a Milano! Dentro la conchiglia!"
Quando andava bene c'era il sorriso compiaciuto di qualche zia romantica "Il mare!" (sospiro) sorridevano, ma non è che ti prendevano proprio proprio sul serio.
Adesso lo so, il mare nella conchiglia c'è davvero.
E c'è tutta una montagna in un sassolino, e la vita del mondo in una goccia d'acqua. E c'è una storia bellissima in un quaderno nuovo, tutte le sinfonie in sette note e il paradiso intero nella voce di un bambino che canta. Perchè se il mattino non è l'inizio di una promessa, se le cose non sono altro che quello che vedi, se il tempo non serve a condurti da nessuna parte... allora perchè io desidero così tanto?
Io voglio il mare che sta nella conchiglia, tu no?
nostalgie
Eppure è successo.
Io, che non resisto più di mezz'ora al sole, che mi rompo l'anima dopo dieci minuti sulla spiaggia, che la gente intorno quando entro in acqua mi mette a disagio, che ho il terrore di entrare, che non l'avrei proprio mai detto...
Ed eccomi qui a pensare a quando sarà la prossima volta.
Poche cose nella vita incantano così. Il mare. Lo respiri e ti respira, ti invita e ti respinge. Più lo guardi più capisci che è l'unica cosa che può paragonarsi al tuo cuore.
Mistero profondo, non sai cosa nasconde, eppure ti regala sempre qualcosa, due sassi colorati, una conchiglia, un profumo, un abbraccio.
Raccogli sassi e conchiglie, li metti in un vaso trasparente, lì sulla mensola dove ci metti le chiavi della macchina, e senti ancora il rumore della risacca. Mentre eri lì a prendere il sole, a giocare a carte, a mangiarti il gelato, quando eri lì neanche lo sentivi, e adesso? Adesso scopri che ti è rimasto dentro, l'hai imparato.
Il mare è vivo, ti accarezza o ti schiaffeggia, si diverte o si arrabbia, non si lascia afferrare, eppure è lì, disteso e abbandonato al tuo sguardo che lo vorresti abbracciare tutto tuttissimo e non ci arrivi, le tue povere braccia non possono. Ma lo sai che può stare tutto tuttissimo dentro di te. Cattura gli occhi, mai uguale. Ti vuole, sai che ti vuole e tu lo vuoi...insomma... ci siamo innamorati.
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