cineforum

Avevo circa dieci anni quando l'ho visto la prima volta. Uno di quei bei film in bianco e nero, doppiato come solo i doppiatori nostrani sanno. Belle immagini, belle voci, bella storia.
Uno di quei film che incontri come una sorpresa e ti restano inchiodati alla memoria, che ogni volta che li vedi è come la prima.
"To kill a Mockingbird" ovvero "Il buio oltre la siepe"
Non sempre ci azzeccano con la traduzione dei titoli, io sarei sempre dell'idea di lasciare quello originale, ma in questo caso il cambio non è male.
Qualche giorno fa c'è stata una discussione in classe, una di quelle discussioni che partono da una notizia che nasconde paure inespresse, e che si governano a fatica, che sembrano cavalli imbizzarriti. Una aggressione avvenuta in quartiere, in pieno giorno. La paura ad andare in giro da soli, qualcuno che vuole vedere maniaci dappertutto....Vorresti spiegare tutto, chiarire tutto, far passare tutte le paure, rassicurare e far sparire tutte le ombre minacciose sulla testa di questi ragazzetti... che fai?
Troppe spiegazioni non servono, bisogna incontrare qualcuno, vedere in azione l'umanità di fronte alla vita. Dire che non fidarsi va bene ma... che non si può vivere senza fidarsi di qualcuno.
Io sono convinta che un buon film, guardato insieme e discusso, amato oppure odiato, può essere un buon appoggio a un povero maestro logorroico, per almeno due buone ragioni: fa tacere il maestro per almeno 120 minuti e mostra esempi concreti.

Così mi sono ricordata di uno dei miei primi amori...del buon Atticus, della sua Scout e di Boo Radley.
Certo, se bastasse un film.... i cinema non sarebbero in crisi.
Non ho la pretesa di salvare il mondo, tantomeno con un cineforum....ma solo di prendere per mano una ventina di bambini e fare un po' di strada con loro in questo mondo.
E così, su questo sentiero, ecco che incontriamo storie ben raccontate. Perchè le storie fanno riflettere, alzano lo sguardo, fanno desiderare... insomma fanno crescere. Le belle storie ben raccontate.
In quanti ci ricordiamo di un libro o un film come qualcosa di importante per la nostra crescita. E scopri che qualcosa di te è cambiato da quel preciso momento, te lo ricordi dopo, ché mentre accadeva eri incantato.
"Il buio oltre la siepe": storia di bambini e adulti, galantuomini e farabutti, rettitudine contro ignoranza, difficoltà del vivere e innocenza e, perchè no, scrittura e interpretazione impeccabili.
Un film così non è che si guarda e basta, è come se ci si potesse stare dentro, ti ci accomodi e ti ci affezioni.
Avevo dieci anni quando l'ho scoperto, come i miei ragazzetti. Una settimana dopo ero già in cerca del libro, e la ragione me la ricordo benissimo: volevo stare ancora in compagnia della mia amica Scout e del suo papà.



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