ascoltare come da bambini

Ti ricordi quando eri piccolo, quando ti portavano a passeggiare sulla riva del mare? A cercare conchiglie?
Ti avevano detto che se l'accostavi all'orecchio, e stavi bene bene attento però, avresti sentito il rumore del mare.
Erano conchiglie piccoline quelle che trovavi, non bastavano a farti sentire il mare. Però tu lo facevi lo stesso. Una manina sull'altro orecchio e gli occhi un po' chiusi...con gli occhi chiusi si ascolta meglio..."sì, sì lo sento!"
"Ma va là...non è il mare quello!" Qualche fratello più grande e saccente aveva una spiegazione bell'e pronta, una cosa proprio adatta a spegnere lo stupore.
Ma tu no, ci provavi lo stesso, forse era un bel gioco, e rimanevi in ascolto.
Poi ti hanno regalato una vera conchiglia, una di quelle grandi, quelle che il mare ce l'hanno dentro davvero accidenti, questa sì!
Era su qualche mobile a fare da fermacarte..."Non farla cadere che si rompe!"
"Voglio sentire il mare!"
"Sì, il mare a Milano! Dentro la conchiglia!"
Quando andava bene c'era il sorriso compiaciuto di qualche zia romantica "Il mare!" (sospiro) sorridevano, ma non è che ti prendevano proprio proprio sul serio.
Adesso lo so, il mare nella conchiglia c'è davvero.
E c'è tutta una montagna in un sassolino, e la vita del mondo in una goccia d'acqua. E c'è una storia bellissima in un quaderno nuovo, tutte le sinfonie in sette note e il paradiso intero nella voce di un bambino che canta. Perchè se il mattino non è l'inizio di una promessa, se le cose non sono altro che quello che vedi, se il tempo non serve a condurti da nessuna parte... allora perchè io desidero così tanto?

Io voglio il mare che sta nella conchiglia, tu no?


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