Domandare perdono

Il perdono si domanda, e che fatica provarci! Il perdono si riceve, e che dolcezza ottenerlo! Il perdono ci viene regalato, e che festa, come è più leggera la vita!
Un perdono grande grande, il più grande che c'è si chiama misericordia, è una parola grossa, ci dà quasi fastidio tanto è grossa, ma forse perché sembra davvero impossibile. Come è impossibile rinascere di nuovo.
Eppure quando l'abbiamo fatta proprio grossa non è quello che in fondo desideriamo?
Resettare e ricominciare da capo... nuovi nuovi.
Bene, c'è qualcuno che ha provato a renderla leggera questa parola tanto difficile, e secondo me ci è riuscito. Parlo di Mozart e della scena finale de "Le nozze di Figaro", dove si canta dell'afflizione di un uomo, del bene che riceve e della festa che ne segue. 
Qui non ci sono solo un uomo che chiede perdono e una donna che lo concede ma la musica ci racconta molto di più, è la voce stessa di un perdono grande che viene direttamente dal cielo, c'è il mio cuore incapace e meschino che domanda incerto un po' di comprensione, c'è il regalo inatteso del perdono di Dio che mi accoglie sorridendo. E si festeggia perché quando l'impossibile diventa certo... beh... che devi stare ancora lì col muso?






Contessa, perdono.
CONTESSA
Più docile io sono,
e dico di sì.
TUTTI
Ah! Tutti contenti
saremo così.

TUTTI
Questo giorno di tormenti,
di capricci e di follia,
in contenti e in allegria
solo Amor può terminar.
Sposi, amici, al ballo! al gioco!
Alle mine date fuoco,
ed al suon di lieta marcia
corriam tutti a festeggiar.
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