Senza catene, stare insieme a te...


Papa' ha deciso che basta, aveva voglia di andare. Basta, qui aveva finito il suo compito. Ma non e' mica andato via da solo...no. Non se n'e' andato sbattendo la porta: aspettava, semplicemente chiedeva ed aspettava. Mi viene in mente l'immagine di un bambino, seduto per terra, che tende le mani verso sua madre, voleva essere preso, con lo stesso sguardo, con la stessa aspettativa. Ed e' strano ripensare agli ultimi giorni, i piu' duri, eppure cosi' pieni di una dolcezza che non gli ho mai riconosciuto: "ho detto a tua madre che non l'ho mai amata come adesso, a 90 anni"...i continui "grazie" a tutti, alle infermiere, alla badante, a sua moglie, ai figli sempre distratti. Lui no, non era distratto, era fisso ormai in un punto, anche il suo guardare, piu' acuto.
Una vita con tuo padre, un tipo piuttosto ingombrante e difficile ma...tuo padre. Ora che non squilla piu' il telefono per richieste o raccomandazioni mi sembra cosa strana. Cosa strana: ogni volta che ti penso, papa', mi scappa un sorriso. Una tenerezza che sembrava impossibile. Frasi come "non cambiera' mai" erano ormai scontate, ed ecco il grande cambiamento, perche' lo so che mica te ne sei andato, hai solo dimostrato a tutti noi e al nostro cinismo, che hai saputo cambiare, che cambiare si puo'. Fino all'ultimo istante e anche dentro quell'istante, quello del Grande Cambiamento. E adesso sei sempre con me, dove volevi stare, senza catene sempre insieme a me.
Ciao papa', che facciamo oggi?




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