botulino

Oggi sono arrivata a questa lapalissiana conclusione: ognuno ha il suo dramma.
Mbè?! Scoperta da un milione di dollari! Ma c'è una bella differenza tra dirlo e crederci. Provaci!
Diciamo che almeno 23 ore su 24 della nostra giornata siamo indaffarati a far fuori la drammaticità dalla nostra vita, il bisogno, quel senso fastidiosissimo, diabolico di impotenza. In che modo? Devo fare l'elenco o posso risparmiarvi quattro ore di lettura noiosa?
Ognuno conosce bene le sue strategie, e, anzi, sarebbe contento di qualche dritta riguardo a quelle degli altri.
Comunque uno dei più comuni è il pensare che per alcuni in fondo la vita non è poi così difficile, e allora giù con un tre o quattro quintali di invidia e lamento....
C'è chi soffre perchè ha la cellulite e vorrebbe il fondoschiena come quello della Belen, e chi si deve arrabattare per arrivare alla fine del mese, con figli, moglie e nonno a carico.
Cosa? Come dici? E' scandaloso che non mi accorga della differenza?
Ma non siamo moralisti per favore.... certo che la ragazzina voglia fare la 'modella' e non ci riesce fa un po' ridere ma per lei non è meno drammatico dello tzunami in Giappone. E cosa mi dite della cinquantenne che corre dietro alle proprie antiche decadenti beltà come un idraulico impazzito nella casa che si sta allagando?
C'è di mezzo sempre una cosa che si chiama morte. Una parola grossa? No, una delle cose più certe della vita.
Ma perchè allora le fans del fisico perfetto ci fanno incazzare e invece una madre che perde un figlio ci ispira i più alti sentimenti di compassione?
Non lo so ma credo che per questa mamma il dramma è evidente, non è falsamente nascosto, mentre per la vecchia la tragedia è inutilmente mascherata dal botulino, e così si trasforma in qualcosa di grottesco.
Forse il problema è che desideriamo tutti una vita senza drammi, cioè falsa, passata fra le mani di qualche chirurgo estetico dell'esistenza, e così non ci accorgiamo di ottenere soltanto un'impalcatura dall'equilibrio precario anzichè una vita vera.
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