Libertà


Sarò breve.
Mio padre e mia madre hanno tirato la cinghia per farmi studiare. Risparmiavano il centesimo sulle loro scarpe e sul cappotto ma dicevano che io dovevo andare a scuola perchè l'ignoranza è la fame peggiore, la maleducazione la più nera povertà.

Questo era il ragionamento di persone semplici.

Stanno girando voci che nella scuola italiana non sarà più insegnata la storia dell'arte perchè....non ci sono soldi. Spero con tutto il cuore che sia una balla.
Ma anche se fosse, non è che senza questa notizia saremmo messi poi tanto bene qui dalle parti della scuola italiana.

Adesso voglio fare una sola domanda, una soltanto ai Soloni del mio tempo, quelli che dovrebbero traghettarci in questa palude chiamata crisi.
 E non parlo solo a quelli seduti in parlamento, ma anche a chi sta dietro le scrivanie delle redazioni, a quelli che parlano alla tv un giorno si e l'altro ancora, a tutti quelli provvisti di megafono e ai loro editori compiacenti, quelli che salgono sul palcoscenico ad insegnarci come si sta al mondo: in quale considerazione tenete l'educazione del nostro popolo? In che misura investite sulla scuola?
Quali sono le vostre scelte? L'auto per tutti o per ognuno un cervello in grado di ragionare? Panem et circenses oppure libri e conoscenza?
Insomma: libertà o schiavitù?
Ma poi non scandalizzatevi se qualche idiota pratica lo sport osceno dei libri al falò... sarebbero degni figli vostri.

Non scomodatevi a rispondere...lo capirò dalle vostre azioni...sono in grado di ragionare, i miei hanno tirato la cinghia perchè qualcuno mi abituasse  ad usare un minimo occhi e cervello.






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