The big Kahuna

...o dell'inseguimento della felicità.

Mi piacciono i racconti quando sono costruiti come metafore. Forse non so leggere fino in fondo, però un po' di ABC la vita me l'ha insegnato.

Ho rivisto un bel film che avevo quasi dimenticato.
E' capitato altre volte: leggi o vedi qualcosa una volta... magari anche due, e ti passa addosso come acqua calda in estate...evapora subito senza traccia.
Poi, per caso, si ripete l'occasione, ed è quella dove scatta la corrispondenza. E' stato così per Big Kahuna.
Non è un film facilissimo. Praticamente non succede niente. Praticamente succede tutto.
Tre venditori attendono in una camera d'albergo. Attendono di incontrare il grande acquirente. Il colpaccio della vita insomma. Due esperti e un pivellino. Un cinquantenne un po' disilluso ma paziente, di quella pazienza che nasce un po' dalla conoscenza dei propri errori, e da una domanda, per fortuna, ancora viva, ferita, stanca ma viva. Grande Danny DeVito.
L'altro un po' più giovane, più compiaciuto del proprio cinismo ma incapace di essere aspro fino in fondo. Un saporitissimo e mordace Kevin Spacey. Infine il giovane che, sotto una timida e docile apparenza, risulta essere il più rigido dei tre.
Tutto è pronto per accogliere il personaggio tanto atteso e che non si vedrà mai. Arriverà, certo, ma non si vede.
La felicità sarà aspettata, cercata, corteggiata ma non si vedrà mai.
C'è, è lì, ad un soffio, proprio lì dove la attendevi, ma non te ne accorgi. Solo il più giovane incontrerà l'atteso grande compratore di lubrificanti, ma, preso dal suo progetto, non riuscirà a cogliere l'occasione.
E' un film di dialoghi, domande, senso religioso. E dico questioni religiose non perchè si parla di Cristo. Balle. Infatti il personaggio più pio e devoto, il ragazzo, in effetti mi pare il meno religioso dei tre.

Dico religione intendendo ricerca della felicità, della risposta alle grandi domande sulla vita, la morte, l'onestà e l'amore. Domandone insomma, che tutti, sbagliando, ci immaginiamo pesare nella testa di pochi addetti ai lavori e solo in alcuni e importanti momenti della vita. E invece? Invece risultano alla nostra portata, per noi, semplici, normali, limitati e un po' cinici commessi viaggiatori.

Ciao ciao


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