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Senza catene, stare insieme a te...
Papa' ha deciso che basta, aveva voglia di andare. Basta, qui aveva finito il suo compito. Ma non e' mica andato via da solo...no. Non se n'e' andato sbattendo la porta: aspettava, semplicemente chiedeva ed aspettava. Mi viene in mente l'immagine di un bambino, seduto per terra, che tende le mani verso sua madre, voleva essere preso, con lo stesso sguardo, con la stessa aspettativa. Ed e' strano ripensare agli ultimi giorni, i piu' duri, eppure cosi' pieni di una dolcezza che non gli ho mai riconosciuto: "ho detto a tua madre che non l'ho mai amata come adesso, a 90 anni"...i continui "grazie" a tutti, alle infermiere, alla badante, a sua moglie, ai figli sempre distratti. Lui no, non era distratto, era fisso ormai in un punto, anche il suo guardare, piu' acuto.
Una vita con tuo padre, un tipo piuttosto ingombrante e difficile ma...tuo padre. Ora che non squilla piu' il telefono per richieste o raccomandazioni mi sembra cosa strana. Cosa strana: ogni volta che ti penso, papa', mi scappa un sorriso. Una tenerezza che sembrava impossibile. Frasi come "non cambiera' mai" erano ormai scontate, ed ecco il grande cambiamento, perche' lo so che mica te ne sei andato, hai solo dimostrato a tutti noi e al nostro cinismo, che hai saputo cambiare, che cambiare si puo'. Fino all'ultimo istante e anche dentro quell'istante, quello del Grande Cambiamento. E adesso sei sempre con me, dove volevi stare, senza catene sempre insieme a me.
Ciao papa', che facciamo oggi?
Pubblicato tramite DraftCraft app
Pazienza
Bene, se fosse tutto questo allora non ho speranza: sono la persona meno paziente del mondo. M’infuoco subito, sarà pure un fuoco di paglia ma... chi mi conosce sa che in certi momenti deve starmi alla larga.
Eppure la pazienza è qualcosa di più che un temperamento.
Guardo mio padre. Io gli somiglio molto, da lui ho preso quella dannatissima facilità alla collera... ebbene, dopo mesi e mesi dentro e fuori dagli ospedali sembra come argilla sul tornio, quello che invisibili mani stanno forgiando è un vaso pieno di pazienza.
Attenzione, non rassegnazione.... pazienza!
Non è piegato nella depressione e nello sconforto, è paziente, nel senso che aspetta, si aspetta il cambiamento e lavora.
Come un ulivo centenario, torto e piegato, ancora certo nella sua consumata stagione,non nega i suoi frutti.
Ecco, la pazienza ha molto a che fare con la speranza, mi sembra. Non demordi, hai la macchina sempre accesa, forse non sempre a pieni giri... forse spesso ‘su di giri’ ma sempre sempre certo del possibile cambiamento, anche quando appare quasi ragionevole non lottare più.
E così ancora mi insegni qualcosa, carissimo papà che mi fai perdere spesso la pazienza!!
imprevisto
mi piace è bello, bello;
vo'andare in Porta Rossa
a comperar l'anello!
Sì, sì, ci voglio andare!
e se l'amassi indarno,
andrei sul Ponte Vecchio,
ma per buttarmi in Arno!
Mi struggo e mi tormento!
O Dio, vorrei morir!
Babbo, pietà, pietà!
Babbo, pietà, pietà!
(da 'Gianni Schicchi' musica G. Puccini)
Fra pochi giorni verrà ad abitare con me il Mistero. Un padre da accudire come un figlio. Evento inatteso, l'imprevisto bussa alla mia porta. Sarebbe facile compiacersi anche di una simile cosa... ma per eliminare questo pericolo sono stata dotata di una dura cervice e di un carattere piuttosto egoista. Non ho certo la vocazione della crocerossina, mio padre è sempre stato un vero rompiscatole e questo fatto mi rompe diversi piani.... proprio come li romperebbe un figlio inatteso. Un dono mica sempre è ben confezionato, però è sempre qualcuno che ti chiama... almeno voltarsi e rispondere per buona educazione?
Senza contare che la fatica più grande non è la mia. Era così felice di essere a casa sua dopo due mesi di ospedale, e per quanto vicino a sua figlia, in questa casa si sentirà sempre un ospite. Gli anziani hanno bisogno delle loro abitudini come le sponde di un fiume. Ma questa acqua che corre al mare ha gli argini sempre più bassi: ci vuole coraggio per essere vecchi, io non posso fare altro che assistere, nel senso di guardare e imparare.
Ecco allora che questo dono è il Mistero in persona, non so cosa sarà, se sarò capace o no, quante volte al giorno perderò la pazienza, se saprò cogliere le occasioni, so solo una cosa: è per me, ancora una volta, se pur come figlio, mio padre mi genera ancora.
Grazie
contento e felice
Da giorni ormai mio padre è in un letto di ospedale. A 88 anni l'immobilità non giova certo. Ma non è solo quello, è richiesto al ragazzo un certo grado di umiltà non facile da portare. Se ne vanno la privacy ed il pudore: '...lo so che le infermiere sono abituate a manipolare i corpi umani... ma non sono abituato io!'
Se ne va una certa autorevolezza presso la figlia a cui è 'costretto' ad obbedire anche solo per un bicchier d'acqua, se ne vanno le ultime pretese di autonomia...
Eppure oggi, dopo una mattinata in cui ha sperimentato la totale dipendenza anche per le cose più intime e private, aprendo gli occhi e guardando da sotto in su l'infermiera che gli faceva l'ennesima puntura: 'non so perché, non so proprio bene perché ...ma sono contento e felice!'
Tua figlia oggi scopre che non gli sei mai stato tanto padre come adesso, che la vita vale la pena di essere vissuta fino in fondo, che non c'è uno stato ideale ma che l'uomo è uomo fino alla fine e che ...non so perchè, non so proprio bene perchè, ma la vita è sempre bella.
Grazie papà.
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