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Libertà
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gloria
Sarò breve.
Mio padre e mia madre hanno tirato la cinghia per farmi studiare. Risparmiavano il centesimo sulle loro scarpe e sul cappotto ma dicevano che io dovevo andare a scuola perchè l'ignoranza è la fame peggiore, la maleducazione la più nera povertà.
Questo era il ragionamento di persone semplici.
Stanno girando voci che nella scuola italiana non sarà più insegnata la storia dell'arte perchè....non ci sono soldi. Spero con tutto il cuore che sia una balla.
Ma anche se fosse, non è che senza questa notizia saremmo messi poi tanto bene qui dalle parti della scuola italiana.
Adesso voglio fare una sola domanda, una soltanto ai Soloni del mio tempo, quelli che dovrebbero traghettarci in questa palude chiamata crisi.
E non parlo solo a quelli seduti in parlamento, ma anche a chi sta dietro le scrivanie delle redazioni, a quelli che parlano alla tv un giorno si e l'altro ancora, a tutti quelli provvisti di megafono e ai loro editori compiacenti, quelli che salgono sul palcoscenico ad insegnarci come si sta al mondo: in quale considerazione tenete l'educazione del nostro popolo? In che misura investite sulla scuola?
Quali sono le vostre scelte? L'auto per tutti o per ognuno un cervello in grado di ragionare? Panem et circenses oppure libri e conoscenza?
Insomma: libertà o schiavitù?
Ma poi non scandalizzatevi se qualche idiota pratica lo sport osceno dei libri al falò... sarebbero degni figli vostri.
Non scomodatevi a rispondere...lo capirò dalle vostre azioni...sono in grado di ragionare, i miei hanno tirato la cinghia perchè qualcuno mi abituasse ad usare un minimo occhi e cervello.
Cappella Sistina
Tra le cose belle. Quelle che ti incantano e ti ammutoliscono al primo sguardo, quelle che ti fanno rimanere in silenzio, quelle che vorresti godere da solo o in compagnia di pochi amici, senza commenti, tanto la bellezza parla da sè, e gli amici capiscono dallo sguardo.
Tra queste cose gli affreschi della cappella Sistina...eppure.
Eppure eccoci in metropolitana: caldo, calca, spinte e urla. Intanto, da quel soffitto e dalle pareti, forme e colori che hanno incantato la storia ridotti a suggerimento come la pubblicità sui muri della metro.
E il massimo che ti racconta la guida è 'osservate lo sguardo di quel personaggio dipinto che vi segue in ogni posizione' la voglia di non essere soli al mondo ridotta alla bizzarria di un tromp d'oeil...
Ho visto gli affreschi di Michelangelo. Sono uscita chiedendomi 'ma posso dirlo veramente?'
Una volta si leggeva un libro, si guardava un quadro, si ascoltava un concerto per trovare una corrispondenza con il cuore, per conoscere e crescere. Una risposta alla tua sete insomma.
Richiedeva tempo, molto. Silenzio, tanto.
Ora la bellezza si usa, si è contenti solo di dire 'l'ho visto'...ecco, trimbrato il biglietto, passiamo alla prossima moda. Ma cosa ti ha detto non sai, non ti ricordi. E dentro di te le immagini e i suoni si confondono, fanno un gran minestrone assieme a quello che vedi altrove o che, peggio, altri vedono per te.
Eppure...eppure Michelangelo e il suo tormento, Michelangelo e il suo talento sono sempre là, mi parlano lo stesso, un sussurro tra le grida....e la mia sete ha bevuto lo stesso, miracolo dell'irriducibile cuore umano, basta l'eco sottile di una cosa vera e subito viene risucchiato!
Quei colori, i gesti, le forme danno voce a una cosa che grida anche dentro di me: voglio qualcosa che mi riempie la vita, voglio una soddisfazione vera, voglio vivere e respirare a pieni polmoni, voglio essere rifatta e ricreata nuova ogni volta che faccio pasticci..insomma voglio un abbraccio vero e per sempre.
Povero mondo, che invece di contemplare la bellezza la fotografa per metterla su facebook... e poi non se ne ricorda più.
Non c'è più esperienza c'è una bacheca. Non c'è più desiderio c'è solo 'mi piace'...click
Ma il Cristo giudicante è sempre là, con il suo volto sereno e forte, con la sua mano alzata in un gesto potente e dolce: 'vi attirerò tutti a me.... e allora sì che vi saprete godere la Bellezza!'
Ho visto la Cappella Sistina: un incanto!
buon compleanno Paul
Non so perchè l'ho piazzato tra i miei preferiti. Non è tra i più facili da capire, ed io sono sicura di non conoscerlo bene. Ma non mi importa. E' come uno di quegli amici che ti affascinano ma che ti mettono anche un po' di soggezione. Li lasci parlare e li guardi. Quasi di nascosto però, prima che si mettano a farti domande difficili!E Cezanne si lascia guardare, lentamente. Mi sono sorpresa a lasciar passare le mezz'ore intere solo sulla posizione di quattro mele su un piatto, senza stancarmi... anzi, nel completo riposo dell'occhio e della mente.
Mica ci riesco a fare grossi pensieri, davanti ai colori e alle forme io mi riposo. Mi immagino un pennello, una mano e un occhio, un uomo che sta di fronte alle cose e le vuole conoscere; c'è chi usa il microscopio, chi il ragionamento, chi usa il telescopio e chi occhi e pennelli... ma tutti, tutti che stanno lì a far domande a quello che hanno davanti.
Così mi piace stare tra le ciglia di Cezanne, scivolare e imbrattarmi sulla sua tavolozza e lasciarmi portare dal suo sguardo... a sbafo direi!
Mi piacciono i suoi frutti, così in bilico sui tavoli e tra gli strofinacci, protèsi... mi piace pensarli come l'immagine del dono, il dono di sè. Come qualcuno che è colto proprio nell'istante in cui fa partire l'abbraccio, potrebbe cadere, inciampare in una piega della tovaglia e rotolarti in grembo... che importa, è un istante di totale, incondizionata e spudorata offerta di tutto sè stesso.
Un sè stesso incompiuto forse, come quegli abbozzi di paesaggi appena accennati. Non aspettano di essere 'a posto' certamente più scandalosi di un nudo di Modigliani, ma quanto più innocenti! ...sono lì per me, così come sono, senza vergogna, senza pretesa.
Non so se Cezanne sarebbe d'accordo, ma non me ne importa un ciffolo. Nel momento stesso in cui un artista dona la sua opera al mondo...bè, è come un figlio, come diceva l'amico Bill Congdon. E i figli vanno per il mondo con le loro gambe, nemmeno un padre ha il permesso di definirli.
Così io guardo Cezanne, e commossa gli dico grazie... oltre che tanti auguri!
sacre alture
Mi permetto solo di ricordare una delle innumerevoli opere nate grazie a questo instancabile, formidabile e commosso padre della mia terra: l'edificazione dei Sacri Monti. Ed uno in particolare, il Sacro Monte di Varallo.
Non propriamente in terra lombarda, non propriamente ideato ed edificato dal Borromeo ma, in qualche modo legato all'una e all'altro, per storia e per affetto.
Testori lo ha chiamato "Il gran teatro montano". Solo un grande come lui poteva trovare un titolo così appropriato, sintesi delle sue tante passioni, il teatro, l'arte e la propria storia.
Non racconterò del libro, dovete leggerlo, perchè Testori non si racconta, Testori si conosce in prima battuta, poi, se ti resta un po' di fegato puoi anche parlarne ma... senza definizioni per favore, niente etichette, niente cassetti, niente scandali e moralismi, solo passione.
Allora... Varallo. Ci vai perchè non puoi andare a Gerusalemme a fare il pellegrino, e giuro che per la fede vale lo stesso! E' davvero una città costruita perchè tu entri nella storia e nella geografia, anche per chi non ha fede che, scusate, ma se lo gode un po' meno... è teatro totale, quindi esperienza!
C'è chi fa migliaia di chilometri per andare a vedersi un Cezanne, Pollock, Rothko... legge libri in codice sulla storia dell'arte e storce il nasino (ancora!!??) di fronte ad opere del genere, pazienza, li sopporteremo... ma non si accorgono, povere stelle, che i Sacri Monti sono vere 'genialate' dove l'arte è ancora al servizio della gente, come una volta. E quando parlo di gente parto dalla mia nonna che andava alla via crucis in quaresima e aveva fatto fino alla terza elementare, ma sapeva chi era il Dante Alighieri perchè aveva scritto una preghiera alla Madonna, e conosceva Tiziano perchè aveva visto l'Assunta sull'immaginetta del curato.
L'hanno appena restaurato, il Sacro Monte di Varallo una ragione in più per andarci. Chi vuole date e programmi per l'inaugurazione 'clikka il link', basta non dico di più.
ciao ciao
Paul Klee
Ieri mostra di Goya a Milano, lo conoscono tutti... e infatti erano tutti lì, guardare un quadro come se fossi in tram all'ora di punta non è propriamente un'esperienza tranquilla. Ma non facciamo gli snob! Vuol dire che l'arte serve come il pane.
Goya dicevo....bè non c'entra niente, adesso è Klee che mi interessa.
Per la biografia e le immagini rimando come al solito con i link (legàmi...bella questa parola!)
Era anche musicista professionista, suonava il violino in un'orchestra, forse è per questo che nei titoli dei suoi quadri e negli elementi grafici stessi compare spesso il riferimento a questa arte
Quello che mi piace di Klee è non solo la fantasia e la giocosità nelle immagini e nella scelta dei colori, e non è che non fosse complicatino il ragazzo! Ma anche l'abilità tecnica di usare tutti i supporti e gli strumenti più strani, sperimentava come sperimenta un bambino, chi l'ha detto che il colore a olio debba per forza essere usato sulla tela? E l'acquerello? e la cera? e le matite? e la carta?
Come con i bambini, proprio, facciamo un po' di esperimenti con i colori, la carta velina usata come carta da collage su cartoncino nero, andiamo un po' in giro a giocare con il pastello a cera e le varie texture degli oggetti! Insomma non è che le regole non sono importanti ma dobbiamo provare a scoprirle noi per poterne apprezzare l'utilità.
Ecco il primo quadro si chiama 'Macchina per cinguettare'
va bene, c'è dietro anche una seriosissima interpretazione di cui non mi importa un granchè, quel che mi piace è l'ironia.
Questo invece è tra quelli che mi piacciono di più, perchè?
Mi ricorda un mio amico Grande che per spiegare l'Incarnazione faceva proprio un disegno simile a questo: la freccia in basso è il desiderio del cuore dell'uomo di felicità, bellezza, verità... e la freccia in alto è La Felicità, La Bellezza... che entra nel mondo come risposta. Insomma: la storia di un regalo!
Klee non ha detto questo? E allora? Non accettate mai la sorpresa di essere 'letti' da chi vi vuol bene? Esperienza da fare!!!
ciao, ciao
p.s. italiano totalmente sconclusionato... ma l'essenziale si capisce... spero.
arte e città: new york
se non si capisce mi spiace, è solo un gioco, divertitevi.
Il commento musicale era diverso, ma il signor Youtube non me l'ha permesso, chi è curioso può abbassare l'audio e sentirsi Eric (...chi? Clapton slow hand) Sunshine of your love ma dovete sincronizzare anche i riff della chitarra con le immagini....vediamo se siete bravi, non è difficile. Enjoy
Grazie!
Paul Cezanne non è un pittore facile ed io non sono nessuno per poterne parlare con cognizione. L'unica possibilità che mi concedo per restare nel 'dignitoso' è il poter dire con vero gusto che mi piacciono i suoi quadri.
L'arte purtroppo è ancora trattata come qualcosa che appartiene solo a chi ne sa parlare, élite si dice, no?
Ma certe cose sono come l'aria e il sole, l'acqua e le piante: sono per tutti, ed io sono strafelice che Cezanne abbia dipinto anche per me.
Non so se sono una fissata ma io davanti a questa immagine ho anche provato vera commozione, lacrime comprese. E' incompiuto, come me. E' fragile, delicato e potente come la bellezza: un regalo.
Cezanne stava ore intere davanti al soggetto prima di dare anche solo una pennellata, qualcuno dice "cerebrale", ed io davvero non so cosa vuol dire questa parola così colta. Se c'entra qualcosa con il rispetto per la realtà, allora mi piace.
Ecco un passo di una sua lettera al figlio:
"non so raggiungere l'intensità che si manifesta davanti ai miei sensi, non ho quella magnifica ricchezza di colori che anima la natura. Qui, in riva al fiume, i motivi si moltiplicano; lo stesso soggetto, visto da angolazioni differenti, offre una materia di studio così interessante e varia che credo che potrei lavorare per mesi senza cambiare posto, solo inclinandomi un po' più a destra o un po' più a sinistra."
questo è un uomo che conosce il proprio limite, non se ne deprime ma curioso e paziente sta in agguato davanti alla realtà per cogliere la bellezza nascosta. Che bello sarebbe riuscire a fidarsi che anche nelle nostre piccole, banali cose di tutti i giorni c'è un fiato della bellezza che ci può saziare!
Cosa mi insegna Cezanne? A guardare e attendere, questo si può dire ai bambini, lo capiscono meglio di noi. Attendere perchè dentro ogni cosa c'è una sorpresa per noi.
Ecco perchè sono commossa davanti a questi fiori... c'è dentro tutta la mia sete di 'essere', sono per me!
grazie!
ciao ciao
Un simpatico scultore

Fino al 14 febbraio a Roma, al Palazzo delle Esposizioni, sono in mostra alcune opere di Alexander Calder, scultore statunitense (1898-1976).
E' una visita adatta anche ai bambini, ed ora provo a spiegare perchè.
Ho scoperto questo importante artista qualche anno fa quando ho avuto l'occasione di visitare il Whitney Museum di New York. Sono stata letteralmente folgorata dal suo Circo in filo di ferro e dalle sue allegrissime sculture mobili.
Immaginatevi delle vere e proprie caricature tridimensionali, usava il filo di ferro come i vignettisti usano la matita. C'è la donna cannone pettoruta e Maciste che solleva i pesi, ci sono gli animali e i trapezisti, il Ring Master e il tiratore di coltelli, grande senso dell'umorismo e poesia.
Nel museo era installato anche un vecchio filmato in c
ui si vede Calder divertirsi a dar vita ai personaggi del suo circo in miniatura insieme alla moglie. Presto si trasferì a Parigi, e ad ammirare le sue minuscole ma divertenti rappresentazioni circensi arrivava anche Picasso.Calder non nasce come scultore, nonostante la sua famiglia fosse piena di artisti e lui stesso, fin da piccolo, dimostrasse grandi doti, scelse di studiare ingegneria meccanica.
Sembra una strada diretta dalla parte opposta, ma la creatività non ha limiti, non c'è cosa più stuzzicante di un limite per far crescere la creatività.
Comunque Alexander mise in pratica in modo eccellente le sue conoscenze ingegneristiche per... costruire giochi artistici. Ci fu addirittura un periodo più recente
in cui si mise a fabbricare giocattoli per i bambini.Ad un certo punto della sua carriera artistica scoprì il colore e le forme astratte, imparando specialmente da Mondrian. Le sue sculture divennero più colorate e geometriche, inventò le famose sculture in movimento, complessi o semplici bilancieri, grandi o piccoli che ora possiamo ammirare appesi ai soffitti di numerosi musei. Mi fermo qui perchè non sono competente e riporto solo le impressioni di un'ammiratrice, potete connettervi facendo clic sulle parole linkate (sono quelle di colore diverso) per un voce più autorevole e completa.
Credo che purtroppo a Roma non ci sia la possibilità di vedere il suo Circo, comunque penso sia un'esperienza che valga la pena fare per conoscere meglio questo simpatico scultore.
Cosa si può fare con i bambini? Ma costruire bilancieri e giocare con il filo di ferro, se temiamo che si facciano male si può cercare anche della corda con l'anima di filo di ferro, o dei semplici scovolini da pipa. Si può fare un disegno a matita come progetto e poi far corrispondere il nostro filo piegato, se siamo bravi possiamo tentare di mettere in piedi le nostre mini-sculture. I bilancieri si possono appendere con il filo di nailon (rubato al nonno pescatore) alle grucce di metallo, quelle che riceviamo in "dono" con i capi lavati della tintoria. Per le forme geometriche io proverei ad usare il cartoncino, ma sarebbe interessante tentare con le lastrine di rame che di solito si usano per lo sbalzo, se sono sottili si possono tagliare abbastanza agevolmente, e poi colorare con gli acrilici.
Insomma, un po' di idee per copiare, si proprio copiare, un grande artista. Perchè come credete che abbiano imparato i più grandi? Copiando, copiando e copiando... viva il "ricopamento"! L'importante è non nascondere che c'è un originale.
Spero di aver dato degli spunti utili.
Ciao ciao
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