Visualizzazione post con etichetta bellezza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta bellezza. Mostra tutti i post

Sete di bellezza

0
COM
Un pittore vero sa farti respirare anche l'aria di quel che vedi, e gli odori, e i rumori e i silenzi.
Scopri allora che davanti a un quadro non usi solo gli occhi, ci stai fino a che non è il quadro a stare davanti a te. Un' immersione insomma. Da gustare in silenzio.
Per questo non mi piacciono le corse nei musei, a tutti i costi vedere tutto, le mostre affollate, il chiasso e la moda delle mostre 'alla moda'.
Però...però...
Ci sono posti e situazioni che favoriscono, ma sono sempre una sorpresa.
Ascolteresti mai un pezzo di Bach o Beethoven o Mozart in mezzo al casino?  Però quando metto un cd classico a scuola, i pargoli abbassano la voce...
E i Pink Floyd o Springsteen? L'emozione di sentirli in uno stadio è imparagonabile...ma che mi dici quando sei da solo in macchina, con i bassi ben regolati?
E le poesie? Szymborska per esempio l'ho scoperta sul...tram.
Dante l'ho conosciuto sui banchi di scuola ma l'hanno anche declamato ai crocicchi delle strade.
La bellezza di un albero fiorito può sorprenderti quando aspetti al semaforo, e gli occhi profondi di qualcuno guardarti attraverso la vetrina di un bar mentre passi con la bici.

Certo, la bellezza ha i suoi luoghi privilegiati. Va protetta, curata, cullata, favorita. Ma la sua nobiltà, la verifica, la prova della sua verità è che rimane bellezza anche in mezzo al fango, è così 'di tutti' che non si lascia schiacciare da nessuno. E allora? Qual è il problema?

E' tutto nel mio sguardo e nella mia sete. Solo se non sono distratto io posso essere sorpreso e così, anche in mezzo alla folla e alla confusione accusare il colpo, cadere ferito da un'improvvisa gratuita bellezza. Non fare lo schizzinoso e lo snob, non è il luogo e nemmeno la circostanza 'ideale' a farti godere delle cose: è solo la tua sete.

La bellezza, davvero, è per gli insoddisfatti.



...in ciel arder le stelle...

0
COM

Stasera torno a casa tardi, davvero stanca. Sto pensando solo al mio lettuccio, niente di poetico, la pura e semplice risposta ad un bisogno primario.
Non so com'è ma alzo la testa e mi affaccio al cielo, le stelle. Non molte a dire la verità, giusto quelle consentite dalla elettricità cittadina e dal ritaglio di cobalto fra i tetti.
Stelle.
Piccole e ammiccanti.
Forse, a suo modo, un milanese può comprendere per un infinitesimo di secondo la sorpresa che potrebbe aver avuto il primo uomo che le ha guardate un po' bene.
Lasciarsi catturare dalle stelle qui è una rarità.
Perciò quando succede può somigliare a qualcosa di nuovo.
Possibile che scopriamo anche noi di non aver ancora annullato, come il biglietto del tram, la nostra umanità.
La stanchezza a volte è generosa, non lascia scampo a pensieri superflui, o trova il suo riposo o lascia perdere, che tanto di Leopardi ce ne basta uno... quello vero. A noi milanesi piace mica tanto scimmiottare i poeti. Bauscia e ganasa sì, ma qui si preferisce esserlo senza tanta letteratura.

Solo un contraccolpo, forse lieve, ma sincero, mi ha fermata con il naso in su e le chiavi mezze infilate nel cancello di casa.
Come devono aver guardato le stelle Abramo, gli Atzechi, Ulisse, Dante oppure lo stesso Giacomo?
Forse un po' lo so. E, senza paura di essere presuntuosa, proprio per quel piccolo contraccolpo.
Ho provato a guardare lasciando perdere quel poco che già so su stelle, pianeti e compagnia bella, e cosa è venuto fuori?
"Mistero" è la parola.
Però è strano. E' proprio strano perchè se guardo le stelle pensando a quello che già so l'impressione è quella di timbrare il famoso biglietto e... ciao, fine della storia, eccomi di nuovo sul tram in questo viaggio solitario nella mia stanchezza.
Mentre subito dopo aver pronunciato quella parola un po' fuori moda, Mistero, ecco che mi ritrovo a fare un viaggio in compagnia.
Insomma non è che sapere già tutto e avere in mano la definizione delle cose ti rende più sicuro e meno solo e bello riposato.
Sai cosa ti dico? Azzardo: la vera possibilità di risposta alla tua solitudine è lì, nello spazio che lasci al mistero che c'è dentro a tutte le cose.
C'è qualcuno, qualcosa che ti fa l'occhiolino e... cribbio... mica ti lascia tranquillo a guardarti l'ombelico nella tua olimpica e solitaria stanchezza!

Mah... di più non mi viene, Leopardi, Dante e Abramo e soci l'hanno detto meglio, io mi accontento di dare loro ragione, e poi sono stanca morta... ma vado a dormire in buona compagnia.... che dici?!

nottenotte


la vera resistenza

0
COM
Stasera ho bisogno di resistere. Anzi, direi di oppormi, una vera rivoluzione insomma.
Mi attrezzo per resistere alla melma che invade, all'insulto gratuito, al grido arrogante che si sente 'in diritto'.
Alla pericolosa, terribile, oscena mancanza di educazione, dove 'educazione' corrisponde alla parola 'umanità'.
Non faccio esempi, ognuno sa quello a cui mi riferisco, ognuno può vedere intorno a sè il buio e l'orrore di quello che una voce ben più grande della mia ha chiamato 'banalità del male'

Bene, stasera la mia barricata è Bach, la mia bandiera da piantare è fatta di bellezza e silenzio, di musica, attesa e ascolto.
E non l'attesa passiva di chi non ha altro da fare. No. Quella delle sentinelle, dell'amante, del bambino.
Mi oppongo, stasera mi oppongo all'orrore con la bellezza, all'insulto con il perdono, all'ignoranza con l'ascolto e la curiosità.
Accendo una candela.
E attendo il mattino.
Chi vuol farmi compagnia?



Bellezza: abbiamo occhi per vederla?

3
COM

Forse questa storia la sapete già, ma ogni tanto è bene ripetersi certe domande.

Nella stazione del metrò a Washington, in una fredda mattina di gennaio nel 2007, un uomo con un violino suonò sei pezzi di Bach per circa 45 minuti. Nel frattempo circa 2000 persone attraversavano la stazione, molti di loro stavano andando al lavoro.

Dopo circa cinque minuti, un uomo di mezza età si accorse che c’era un musicista che stava suonando. Rallentò il passo e si fermò per qualche secondo, poi si affrettò di nuovo.

Circa quattro minuti dopo, il violinista ricevette il suo primo dollaro. Una donna aveva gettato i soldi nel suo cappello senza fermarsi, continuando a camminare.

Al sesto minuto, un giovane si appoggiò al muro per ascoltarlo, poi guardò l’orologio e si incamminò di nuovo.

Al decimo minuto, un bimbo di circa tre anni si fermò, però sua madre lo trascinò in fretta con sè. Il bambino si fermò di nuovo per guardare ancora il violinista, ma la madre lo spinse più forte e il bimbo riprese a camminare, girando continuamente la testa. Questa azione fu ripetuta diverse volte da altri bambini, ma tutti gli adulti che li accompagnavano, senza nessuna eccezione, forzarono i bambini ad andarsene in fretta.

Dopo 45 minuti il musicista continuò a suonare. Soltanto sei persone si fermarono per breve tempo ad ascoltare. Circa venti lasciarono del denaro continuando però a procedere con la stessa velocità. L’uomo raccolse un totale di 32 dollari.

Dopo un’ora finì di suonare e in silenzio se ne andò. Nessuno se ne accorse e nessuno applaudì. Semplicemente nessuno ci badò.

Nessuno l’aveva riconosciuto, ma quell'uomo era Joshua Bell, uno dei più grandi violinisti del mondo. Aveva suonato uno dei brani più difficili mai stati scritti, con un violino del valore di circa tre milioni e mezzo di dollari. Due giorni prima, Joshua Bell aveva riempito il teatro di Boston dove i biglietti erano stati venduti a cento dollari l’uno per sentire lo stesso pezzo.

Questa è una storia vera, il concerto in metropolitana era stato organizzato dal Washington Post come parte di un esperimento riguardante le priorità percettive e di gusto delle persone.

La cosa ha fatto sorgere diverse domande:
in un ambiente comune, ad un’ora determinata, noi percepiamo la bellezza? E se sì...abbiamo la forza per fermarci a gustarla?






improvvisamente... la bellezza

0
COM
stasera tra amici si parlava di vacanze... argomento quanto mai attuale. Mare, riposo, riposo, riposo... ok, per me si delinea ancora un po' lontano, ma non mi lamento. Non è per questo che scrivo... ma per un ricordo che mi è balzato in testa.
Anni 90, vacanza a Ischia. Pensione, spiaggia. Spiaggia, pensione. Tutto bello, tutto comodo sì, ma dopo tre giorni mi annoio. E che vi devo dire? Ho a disposizione una delle più belle isole del Mediterraneo, il tempo è magnifico, i profumi inebrianti, giallo dei limoni, rosso dei grappoli di peperoncini appesi alle porte, tra cielo e mare tutte le gradazioni del blu... e io devo accontentarmi di duecento metri al giorno tra la spiaggia e il letto della mia stanza? C'è un mondo intorno e io devo dormire e arrostirmi al sole?
Neanche morta!
Lascio volentieri alle altre amiche la sabbia che si appiccica all'olio solare, le urla dei bambini, il pallone che a intervalli regolari ti balza sulla pancia o sulle chiappe a seconda della posizione... e mi prendo l'autobus, comodissimo peraltro, che fa il giro dell'isola.

Salgo, mi siedo e appiccico il naso al finestrino, destinazione? Non so, quando c'è qualcosa che mi piace scendo.

Il piccolo bus costeggia il litorale e poi si addentra verso il centro dell'isola, arrivo ad un punto panoramico, e scendo.
Credo di essere vicino al monte Epomeo, il punto più in alto si raggiunge con l'asinello. Ma io mi fermo. E' un incanto. In lontananza si riconoscono Capri e Procida. Mi siedo su una panchina e incollo gli occhi alla realtà.
Perchè questa è la realtà, è il creato come è uscito dalla testa e dalle mani di Dio in persona. I miei occhi bevono e io sono proprio felice.
La fatica più grossa è staccarsi da quella meraviglia, ma il cuore continua a dire grazie, grazie, grazie... è ritmico.

Riprendo l'autobus. Cavoli, è davvero comodo! E non devi aspettare tanto (grazie, grazie, grazie... bum bum bum).
Si scende. Arriviamo al promontorio di S. Angelo, villaggio super-sciatto-chic. Bambini biondissimi e belli leccati, che urlano esattamente come i figli del mio portinaio, signore fornite di micro-cane, le regine della 'nonchalance', altrimenti detta 'arte di spendere miliardi per un costume da bagno, come se l'avessi trovato all'oviesse'. Signori biancocapelluti con orecchino e coda di cavallo che sorseggiano l'aperitivo e occhieggiano le ragazzine convinti che il mondo intero aveva proprio bisogno del loro fascino.
Insomma varia umanità... mi diverto, ma mi divertirei di più se potessi lanciare una congrua quantità di gavettoni.

Riparto. Forio. Quasi una città. Scendo perchè voglio vedere le vetrine. Mi attorciglio nelle vie, il traffico comincia a stancarmi, giro ancora un po' cercando la fermata del bus, svolto un angolo e.... eccola!
L'ho incontrata! LA Bellezza!
Piazzetta, scalinata, muri bianchissimi contro un cielo di lapislazzuli, a strapiombo su un mare di porcellana: la chiesa del Soccorso. Rimango in mezzo alla strada letteralmente basita, tanto che una macchina deve strombazzare un po' prima che mi sposti. Giuro su quello che volete che non esagero.
Quel posto è una delle cose più belle del mondo.
Ho saputo poi che da lì è anche possibile vedere il raggio verde, un fenomeno ottico creato dal sole al tramonto, una faccenda che ha a che fare con la rifrazione del raggio solare con l'atmosfera, tutta roba che ha spiegazioni scientifiche... che non riescono però a togliere la possibilità dello stupore.

Ecco io penso che quando uno incontra la Bellezza, la incontra così, una sorpresa, un regalo inatteso, la cosa più lontana dalla pretesa... che non può neanche esserne l'opposto.
La chiesetta si chiama 'del soccorso' con chiaro riferimento al pericolo del mare per questa gente che di mare ci vive, ma anche nel mare ci è morta.
Comunque nessuno mi toglie dalla testa che Soccorso è anche perchè la Bellezza è il conforto degli uomini, l'aiuto per affrontare le durezze della vita, il balsamo e il riposo tra le onde di questo mare che dobbiamo attraversare, non ti risolve i problemi ma è il tocco di una presenza che vuole stare al tuo fianco, è come la carezza di un amico.

Quando incontri una cosa bella succede che ti commuovi e il cuore ha questo ritmo grazie grazie grazie..bum bum bum.

Ciao ciao

La testa ci fa dire, dialogo con Andrea Camilleri

0
COM
Ho appena iniziato a leggere questo libro e mi ha già presa... un breve passo del III capitolo, dove Camilleri racconta della visita di sua nonna a Roma:

"...due giorni dopo, lei, felice d'aver visto il Papa, volle che fosse esaudito il suo secondo desiderio. Si fece portare a Tivoli, nella villa di Adriano, da mia moglie e da mio zio; se la girò entusiasta. Poi, c'era una ringhierina, s'appoggiò tra mia moglie e lo zio ed esclamò: -Tutto questo è di una bellezza insopportabile- e morì. Morì lì, dicendo questa frase, uccisa dalla bellezza a 85 anni....
...era molto religiosa come lo erano le donne siciliane della sua generazione. Era religiosa di una religiosità non bigotta, razionale, realistica... il senso del destino. A me l'aspetto più interessante pare quello pratico. La religiosità siciliana è di casa..."

 ecco, che dire di più? Bisogna leggerlo!!





ciao ciao

Grazie!

3
COM
Paul Cézanne - Foliage (1895-1900; Watercolor and pencil on paper, 44.8 x 56.8 cm/ 17 5-8 x 22 3-8 in)


Paul Cezanne non è un pittore facile ed io non sono nessuno per poterne parlare con cognizione. L'unica possibilità che mi concedo per restare nel 'dignitoso' è il poter dire con vero gusto che mi piacciono i suoi quadri.
L'arte purtroppo è ancora trattata come qualcosa che appartiene solo a chi ne sa parlare, élite si dice, no?
Ma certe cose sono come l'aria e il sole, l'acqua e le piante: sono per tutti, ed io sono strafelice che Cezanne abbia dipinto anche per me.
Non so se sono una fissata ma io davanti a questa immagine ho anche provato vera commozione, lacrime comprese. E' incompiuto, come me. E' fragile, delicato e potente come la bellezza: un regalo.
Cezanne stava ore intere davanti al soggetto prima di dare anche solo una pennellata, qualcuno dice "cerebrale", ed io davvero non so cosa vuol dire questa parola così colta. Se c'entra qualcosa con  il rispetto per la realtà, allora mi piace.
Ecco un passo di una sua lettera al figlio:

"non so raggiungere l'intensità che si manifesta davanti ai miei sensi, non ho quella magnifica ricchezza di colori che anima la natura. Qui, in riva al fiume, i motivi si moltiplicano; lo stesso soggetto, visto da angolazioni differenti, offre una materia di studio così interessante e varia che credo che potrei lavorare per mesi senza cambiare posto, solo inclinandomi un po' più a destra o un po' più a sinistra."

questo è un uomo che conosce il proprio limite, non se ne deprime ma curioso e paziente sta in agguato davanti alla realtà per cogliere la bellezza nascosta. Che bello sarebbe riuscire a fidarsi che anche nelle nostre piccole, banali cose di tutti i giorni c'è un fiato della bellezza che ci può saziare!

Cosa mi insegna Cezanne? A guardare e attendere, questo si può dire ai bambini, lo capiscono meglio di noi. Attendere perchè dentro ogni cosa c'è una sorpresa per noi.
Ecco perchè sono commossa davanti  a questi fiori... c'è dentro tutta la mia sete di 'essere', sono per me!
grazie!

ciao ciao

Una bella mostra fotografica

0
COM

Durante le vacanze sono andata a visitare la mostra del famoso fotografo Steve Mc Curry, nel Palazzo della Ragione di Milano. Per chi non lo conoscesse dirò solo che è il fotografo del bellissimo ritratto di ragazza pubblicato anni fa sul National Geographic .
Ecco le impressioni e i giudizi di una qualunque... per chi interessano.
Prima di tutto la cosa più semplice: mi è molto piaciuta. All'inizio ero un po' a disagio, ho sempre avuto un po' di pregiudizi non tanto sulla fotografia, quanto sui fotoreporter... il solito discorso del distacco freddo dalle situazioni drammatiche, tipo "stai morendo e io invece di aiutarti ti... fotografo".
Poi ho pensato che questo atteggiamento lo stavo mettendo in pratica io, perciò ho aggiustato il tiro e mi sono preparata ad incontrare una persona attraverso il suo lavoro ed il suo sguardo. Ed ecco la sorpresa, il signor Mc Curry è appassionato dell'umano che incontra, mette in luce tutta la dignità che intuisce in una persona. In qualche modo mi ha ricordato alcuni antichi ritratti di Antonello da Messina o dei fiamminghi in generale, in alcune foto ho trovato uno sguardo simile a quello di Doisneau.
Ma la cosa che mi ha colpito di più è che quest'uomo è riuscito a scovare lampi di bellezza nei luoghi più dimenticati del mondo.
Cosa mi ha insegnato?
Che per vedere la bellezza occorre essere curiosi e coinvolgersi con la realtà che hai davanti, fosse anche la cucina di casa tua... bellissimo!

se fate 'clic' con il mouse sopra i nomi dei fotografi e degli artisti dovreste collegarvi ai loro siti, così potete giudicare con i vostri occhi.

ciao ciao