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Amori

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Questa sera così fredda e buia, per le strade di questa città, siamo chiusi fuori dal cielo, senza neanche una stella a cui appendere lo sguardo e trovare la strada per uno spazio più aperto. Qui, in questa sera dicevo, qualcuno o qualcosa ha acceso il ricordo di un amore .... no, niente di romantico, non è musica per me... l'amore è una cosa troppo grande e bella per ridursi a diventare carta da cioccolatini!
Esistono amori che filtrano da tutte le parti, non ti accorgi quando iniziano e poi eccoli che, sottili e prepotenti, hanno già preso il posto loro nel posto più nascosto di te.
Chi si innamora anche di una piuma, di una goccia d'acqua, di un fiato di vento, chi si appassiona di un solo movimento musicale, di un tratto di pennello, di un gesto fugace, chi non può staccare gli occhi da un volto che scivola dietro i vetri di un autobus... questi possono capire quanto è acuto il dolore di fronte alla bellezza: ti spezza il cuore perchè trascorre, si consuma, dio mio, si consuma!
E più ti dibatti e cerchi di afferrarla... più trascolora, appassisce, se ne va.

"Non colgo mai i fiori. Si può benissimo amare, in questo mondo in cui siamo, senza aver subito voglia di uccidere il proprio caro amore, o di imprigionarlo tra i vetri, oppure (come si fa con gli uccelli) in una gabbia in cui l'acqua non ha più sapore d'acqua e i semi d'estate non hanno più sapore di semi"
                                                                                      (Miguel Manara, O. V. Milosz)

Io desidero tutto e, di questo tutto, desidero ogni cosa... intatta... per sempre, che ci posso fare? Non ditemi che è impossibile, che si vive a fare allora? Per attaccare lucchetti su ponte Milvio?

Teatro: Miguel Manara

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Miguel Manara di O. V. Milosz

Don Giovanni, il vero don Giovanni di cui hanno poi scritto poeti e musicisti.
Veramente vissuto in Spagna nella metà del XVII secolo.
Tutta la depravazione e il male che un uomo può fare diventano la voce della vera passione umana per qualche cosa di infinito che solo può colmare la sete del cuore.

"...un infinito di vite nuove, ecco quello di cui ho bisogno, signori: semplicemente questo, e nulla di più.
Ah! Come colmarla, questa voragine della vita?
Che fare?
Perchè il desiderio è sempre presente,
più forte, più pazzo che mai.
E' come un incendio del mare,
che avventi la sua fiamma dove maggiore
è la profondità del nero nulla universale!
E' un desiderio di abbracciare le possibilità infinite!"


Manara si convertirà grazie ad un amore puro e bellissimo che gli sarà regalato:
"c'è una presenza per la quale il passato, con tutto il suo male, diventa una vita, una vita diversa, diventa la verità della propria esistenza ignorata prima" (L. Giussani, Le mie letture).

"Che ho fatto della mia vita, che ho fatto del mio cuore? Perchè non ho appreso prima di avere l'anima buona?"

La conversione di Manara non ha bisogno di rinnegare nulla di quel che è stato. Tutta la sua passione antica acquista una bellezza nuova e limpida.
Niente di noi va buttato, non è il moralismo di chi vuol nascondere il male sforzandosi ipocritamente di giungere alla perfezione. E' come tornare da un viaggio solitario e faticoso e trovare che qualcuno ti aspettava.




"La Favorita" di G. Donizetti, "Spirto gentil de sogni miei, brillasti un dì ma ti perdei..."
tenore Alfredo Kraus, Carneige Hall, 1975