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Atlante

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Accidenti però... tu cerchi un inizio per raccontare un mito e ti accorgi che inizio vero e proprio non c'è.
E' tutto legato insieme. E se vuoi raccontare di Atlante non puoi non considerare la storia dei Titani e dei Giganti, e lì ti infili anche nella faccenda di Prometeo che regalò il fuoco agli uomini ma la pagò molto cara...
Insomma è una storia sola e i protagonisti, tutto sommato, sono gli abitanti di un villaggio; le hanno proprio tutte: litigiosi, vanitosi, violenti o solo scontrosi, amanti e traditori... come gli uomini, guarda un po'!
La mitologia greca è una miniera di racconti, ma anche un comodo specchio per guardarsi.
Però ha qualcosa di incompiuto, come se le storie, sì legate insieme, non avessero una conclusione. Non un termine come storia, ma una conclusione che soddisfa le mie domande... sulla vita.

Atlante per esempio... della famiglia dei Giganti, aveva combattuto contro Zeus, e non sto a dire per cosa che se no la faccenda si allunga, figuriamoci se il padre degli dei gliela faceva passare liscia! Gli fa un bel regalino "tiè, e pigliati sta volta celeste sulle spalle! Mò reggi tu che così ci hai le mani occupate!" (l'accento mi è venuto più da Giove... per la cadenza greca dovrò studiare un po').
Qualcuno dice che fosse il mondo, qualcuno dice la volta celeste, fatto sta che sto poveretto si ritrova a reggere l'impossibile.

Come se non fosse abbastanza, un giorno passa di lì quel bel tomo di Ercole, sì quello che la faceva tanto lunga con le sue fatiche... che poi, diciamoci la verità, averne solo dodici!! Ci farei la firma!
Allora, con la scusa delle sue dodici fatiche pretendeva che tutti lo facessero riposare come aveva voglia lui... mica si parla mai delle trecento vacanze gratis di Ercole... solo delle fatiche! Insomma Ercole vuole da Atlante la frutta del suo splendido giardino:
"Si, aspetta che io vada a prenderti quel che vuoi, signorino... non vedi che sto a regge er mondo, le manine le hai anche tu... accomodati!"
Così avrebbe voluto rispondere il Gigante, ma gli venne in mente una cosa che gli sembrava migliore:
"Ma certo caro! Soltanto fammi un favore, vedi che ho le mani occupate.... reggi un po' qua!"
e gli piazza in grembo il suo fardello.
Ercole prende il bagaglio e aspetta... ma tanto scemo non è, perciò, dopo aver ricevuto quanto aveva chiesto, con uno stratagemma simile restituisce il bagaglio...

Ma la storia non finisce qui, perchè anche Perseo ci mette del suo, arriva al castello di Atlante, si piglia quello che si deve pigliare, che non sto a dire perchè è un altro capitolo, e, mostrando l'orribile testa di Medusa al padrone di casa, lo trasforma in roccia.
Fine dell'avventura.

Adesso ditemi se non è un poveraccio questo Atlante! Avrà avuto anche lui le sue colpe, non dico di no, ma condannato a reggere tutto lui!!
Ma quante volte, quante volte non ci siamo sentiti un po' come sto disgraziato!
Bene! Ditemi adesso se vi basta il finale. A me spaventa soltanto!

La faccenda è zoppa dall'inizio, temo. Perchè a me nessuno, ma proprio nessuno mi ha detto di reggere il mondo, a volte me lo sento sulle spalle... ma non è compito mio  "A Zeus! Ripigliate un po' sto coso ch'è solo robba tua!"
Ogni tanto bisogna proprio fare così... dare ad Atlante quel che è di Atlante e a Dio quel che è di Dio...  per fortuna il nostro Dio non si chiama più Zeus e questa restituzione è proprio quello che si aspetta da noi.

Perciò via dalle spalle il mondo ragazzi, se lo vogliamo conservare è meglio consegnarlo in mani fidate e capaci.

Sollievo!!

Alcesti o del desiderio di eternità

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Alcesti, moglie di Admeto re di Tessaglia, che muore al suo posto, liberamente e gratis. 
Tragedia di Euripide, tra le più antiche ispirata ad uno dei miti più toccanti della tradizione greca.
In poche parole Admeto avrebbe dovuto morire per volere degli dei, o sopravvivere a condizione che qualcuno fosse morto al suo posto. 
Senza nulla chiedere, se non un devoto ricordo, Alcesti dona la propria vita per l'amato... il quale non brilla proprio di chiara intelligenza, insomma vengono dei dubbi legittimi che ne sia degno ma, ed ecco la prima sorpresa, pare che questo non sia affatto un problema.
Lascio perdere tutte le faccende che riguardano eros e thanatos, amore e morte, devozione, dono di sè eccetera eccetera... anche perché non ne saprei un ciffolo! La cosa che mi colpisce è che in tutto il testo, anche nelle parti in cui emerge chiara la pochezza e meschinità dell'uomo, c'è un grido desideroso di vita e di vita eterna, per sempre.
E la vita cosa sarà mai se non un dono di qualcuno che ci vuole bene tanto tantissimo?
Secoli prima di Cristo un'altra profezia di Cristo sgorgata dal cuore stesso dell'uomo: il grande e commovente desiderio di essere così amati da poter vivere per sempre, il grande e commovente desiderio che l'amato viva per sempre.
Gli dei della grande Grecia non si curavano molto di tutto questo, potevano esserne toccati ma non coinvolti e commossi...
Alcesti pur tornando dall'Ade, e con lei Admeto, saranno comunque arrivati alla fine dei loro giorni, Alcesti, pur donando tutta sè stessa, non è in grado di rispondere alla sete infinita del suo cuore e di quello del suo uomo, perché siamo poveri uomini e chiediamo l'impossibile... per gli uomini, ma....