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Buona Pasqua!

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                          Piero della Francesca 'Resurrezione' (museo civico San Sepolcro)



Mozart "Gloria" (messa Incoronazione direttore H. Von Karajan, Vienna Philarmonic)






                                    Piero della Francesca 'Resurrezione' (particolare)

Il diamante di Piero

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Piero e la luce, Piero e i cieli di Toscana, Piero e il colore, Piero e la geometria.
Piero della Francesca.
Qualche illustre critico lo ha detto ‘sintesi’: il colore dei veneti e la linea dei toscani.
Come se le due grandi scuole italiane convergessero come linee di una prospettiva lì, nel punto esatto dello spazio dove lavora Piero.
La geometria di Piero non è calcolo che spegne l’unico e l’irripetibile, anche gli esseri umani sono costruiti su calcoli precisi, eppure non ne trovi uno uguale all’altro. La geometria di Piero si addentra nel reale, scandaglia il paesaggio, traccia linee come a cercare l’impalcatura che regge la creazione, e lascia intatto il colore, dando alla luce quel tratto di mistero lento a mostrarsi e inesorabile. Una presenza che è da sempre ma che improvvisamente ti sorprende. Eri distratto da qualcosa ed ecco che ti accorgi di qualcuno, lì, seduto, in silenzio: ‘ti aspettavo’.
Anche le battaglie più violente in Piero sono al ‘rallenty’, una sorta di moviola della storia dell’arte. Vedi passare i pensieri da quegli sguardi, non comprendi tutto ma i pensieri è come li vedessi. Le mani, i torsi, le smorfie e gli zoccoli dei cavalli, torri e mura di città, case e colline in lontananza, tutto passa e ripassa con lenta andatura sotto lo sguardo che scorre da un piano all’altro, senza stanchezza, senza fretta. Cristo risorge possente prendendosi tutto il tempo necessario al prodigio, vedi i muscoli degli arti nel loro lento contrarsi e distendersi, senza fatica, senza ansia di rivalsa, è in questa lentezza tutta la gagliarda signoria dell’evento, tutto il dominio pietoso e forte sulla nostra scontata condanna. E il mondo ancora dorme il sonno dell’impotenza mentre qualcun altro pensa a liberarlo: letteralmente una nuova creazione.
E tu che osservi ti domandi se per arrivare a questa atmosfera di pace e splendore occorre dimenticare qualcosa, qualche dolore, qualche cattivo pensiero.
No, Piero non mi fa dimenticare la vita reale per regalarmi un esotico e fumoso mistero.
La pittura di Piero è davvero un diamante, non grezzo, lavorato con studio e mestiere, un diamante che taglia la scorza più dura delle cose, per aprirne una sottile fessura... non sei curioso di vedere cosa c’è dentro?

i cieli di Piero

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Mattina di Maggio, il cielo di Milano è un regalo, sembra un quadro di Piero. Piero chi?
Piero Della Francesca.
Il mio adorato, prezioso, geometrico e misterioso Piero.
Il cielo tra Umbria  e Toscana, la luce di Piero, l'aria profumatissima. Mancavano solo le onde sinuose delle colline, dove ad ogni curva cambiano i colori, e avrei potuto confondermi con Sansepolcro...ho molta fantasia? No, ho molta nostalgia.
Chi è Piero?
Non lo so!
Piero è l'enigma e la geometria della pittura italiana, Piero è la luce del giorno che accarezza la collina, è l'ombra della notte visitata dal mistero.
Piero sono le Madonne dai gesti contenuti eppure smisurati.
Piero è lo sguardo profondo e distaccato di un angelo che ti conosce ma, discreto, non ti svela.
Piero cammina per le strade del centro Italia e incontra Cristo Risorto che trionfa calmo sul sonno della coscienza umana.
Piero sono i colori della luce prima della luce di Caravaggio.
Oggi Piero è venuto a visitarmi a Milano, e mi ha regalato una mattina di nuvole e cielo tra Urbino e Arezzo.

ciao ciao