Grazie!
Paul Cezanne non è un pittore facile ed io non sono nessuno per poterne parlare con cognizione. L'unica possibilità che mi concedo per restare nel 'dignitoso' è il poter dire con vero gusto che mi piacciono i suoi quadri.
L'arte purtroppo è ancora trattata come qualcosa che appartiene solo a chi ne sa parlare, élite si dice, no?
Ma certe cose sono come l'aria e il sole, l'acqua e le piante: sono per tutti, ed io sono strafelice che Cezanne abbia dipinto anche per me.
Non so se sono una fissata ma io davanti a questa immagine ho anche provato vera commozione, lacrime comprese. E' incompiuto, come me. E' fragile, delicato e potente come la bellezza: un regalo.
Cezanne stava ore intere davanti al soggetto prima di dare anche solo una pennellata, qualcuno dice "cerebrale", ed io davvero non so cosa vuol dire questa parola così colta. Se c'entra qualcosa con il rispetto per la realtà, allora mi piace.
Ecco un passo di una sua lettera al figlio:
"non so raggiungere l'intensità che si manifesta davanti ai miei sensi, non ho quella magnifica ricchezza di colori che anima la natura. Qui, in riva al fiume, i motivi si moltiplicano; lo stesso soggetto, visto da angolazioni differenti, offre una materia di studio così interessante e varia che credo che potrei lavorare per mesi senza cambiare posto, solo inclinandomi un po' più a destra o un po' più a sinistra."
questo è un uomo che conosce il proprio limite, non se ne deprime ma curioso e paziente sta in agguato davanti alla realtà per cogliere la bellezza nascosta. Che bello sarebbe riuscire a fidarsi che anche nelle nostre piccole, banali cose di tutti i giorni c'è un fiato della bellezza che ci può saziare!
Cosa mi insegna Cezanne? A guardare e attendere, questo si può dire ai bambini, lo capiscono meglio di noi. Attendere perchè dentro ogni cosa c'è una sorpresa per noi.
Ecco perchè sono commossa davanti a questi fiori... c'è dentro tutta la mia sete di 'essere', sono per me!
grazie!
ciao ciao
Prove video
doverosa aggiunta: il testo è del professor Marco Bersanelli del dipartimento di fisica dell'Università di Milano, responsabile del progetto Planck: prima sonda spaziale europea (lanciata a maggio del 2009) per l'osservazione del fondo cosmico di microonde. Dato che ovviamente non so spiegare di più, rimando a questo sito dove si trova una interessante intervista con il professore.
se poi volete il video del lancio ecco un altro link , insomma vi spedisco in orbita!!
anche gli imbranati pensano... a volte
... e chi naviga senza salvagente prima o poi beve.
Mi sembrava una bella idea mettere skype sul blog, e forse lo sarà anche... per chi lo sa usare. Promesso: non lo faccio più.
Sui blog tecnici si spiegano tante belle ed utili cose, ma il sale in zucca te lo devi procurare tu, come è giusto del resto.
Cosa è successo? Mi sembrava di essere da sola nel centralino della telecom! E non tutti i messaggi erano "umani"! Avete presente la barzelletta del lavandino che salta e tu che tappi con un dito invocando l'idraulico?...ecco... Fantozzi ero io!
Allora vediamo cosa ho imparato... disponibili si, ma con una bella copertura di discrezione per sè e per gli altri.
Non so se a qualcuno può servire ma questa è stata la mia comica dis-avventura.
ciao, ciao
"Pe cantà sta chiarità ncore me sente tremà!...
Che me fa sugnà...
Luntane, cchiù luntane de li luntane stelle,
luce la luce cchiù belle
che me fa ncore cantà."
canto tradiz. Abruzzo
Sul muro della nostra classe abbiamo appeso una frase "cosa c'entro io con le stelle?"
Stiamo imparando che l'universo ha avuto un inizio, stiamo imparando che noi siamo una goccia, un fiato, una briciola di vita nell'infinito. Eppure questa grandezza sconosciuta ci attira, ci commuove. Usiamo la ragione per studiarlo ed il cuore per desiderarlo. Un po' di quella materia, con cui sono fatte le stelle, compone le nostre ossa, la nostra carne. Di quell'infinito noi siamo "capaci", come è capace una bottiglia di contenere l'acqua.
Ecco perchè guardando questo filmato mi sono commossa, saremo pure piccoli, spesso cattivi e insopportabili, ma questa è la nostra casa, intendo tutto l'universo, perchè il mondo non ci basta.
Dedicato a tutti i bambini che lottano con le parole
Un libro. Un libro è una bella cosa. Quando è nuovo è profumato, le pagine, se le fai scorrere veloci tra le dita, volano come ali di uccellini.
Se ci sono le figure poi, lo puoi anche aprire: colori, forme che si intrecciano, linee che gironzolano, faccine, animali, case, paesaggi...un mondo.
Un libro è una cosa che ti riempie le mani, quando lo reggi sotto il braccio puoi darti un tono. Un libro accanto ad un libro, in piedi, fanno una biblioteca, il muro di una casa se stanno sdraiati.
Un libro sopra l’altro, quaderni, astucci: scuola.
Ecco! Adesso arriva quel male alla tempia, arriva la pancia in subbuglio, arriva il mattino ch’è sempre troppo presto... arrivano le parole da leggere.
Ahhggrr!!
Non mi sono mai piaciute le montagne russe, non ci voglio andare. Del Luna Park mi piace tutto, tutto ma non le montagne russe. E’ lo stesso mal di pancia, ti sembra di andare da una parte e...vvvvam! sei catapultata da un’altra, e non sai nemmeno come è successo, è qualcuno che ti trascina, qualcosa che ti sfugge, sembra uno scherzo cattivo, un tradimento.
La lettera ‘p’ per esempio! Non sai mai che faccia abbia, oggi può avere la gamba di qua e dopo un secondo...bè, dove si è cacciata?
Hanno detto una parola difficile a Susanna:
‘dislecosa?’
I libri sono una bella cosa... ma quando diventeremo davvero amici?
E’ un rischio grosso. Susanna è una bambina curiosa, sa fare amicizia, le piacciono gli scherzi. Riflette e poi domanda: “se dici che sono brava, allora perché tanti segni rossi sul mio quaderno?”
“Perchè mi porti in un’altra classe.Da sola?”
E’ un rischio grosso perché per vedere un bel panorama sulle vette di un bel racconto noi prendiamo la seggiovia.
Susanna dovrà arrampicarsi a piedi.
Potrebbe stancarsi e non crederci più che lassù c’è un paradiso.
Un giorno arriva una maestra... un’altra!?
Ma questa non usa mai la biro rossa, giochiamo.
Si, si tutto bello: ma la fatica non diminuisce. C’è solo una cosa interessante, questa scalata non è più solitaria. Il fiato è sempre corto, e le parole poi, come si fa a chiamarle parole? A E U U I A che vuol dire?
“Guarda Susanna! Guarda soltanto e ripeti con me... è un gioco”
“Maestra, ma poi devo studiare la storia, come faccio che non so....” E giù una scivolata parabolica!
Ecco che un giorno arriva Cristina con una delle sue idee:
“oggi, bambini, giochiamo a fare i giornalisti! Guardate cosa ho portato: un registratore”
E mostra trionfante un aggeggio, piccolo ma molto interessante.
“Andrea e Matteo leggeranno la pagina del sussidiario e Fabio, il nostro inviato speciale nella storia, registrerà la voce dei compagni. Gli altri devono solo guardare attentamente le figure e scoprire cosa c’entrano con le parole.”
Susanna, che di curiosità ne ha da vendere e che ormai conosce la sua maestra Cristina, sta attenta a tutto, anche quando Andrea inciampa su quella parola difficile, e ne dice un’altra che fa ridere.
Finita la lezione tutti si annotano sul diario il numero della pagina da studiare.”Per lunedì”. Anche Susanna, per lunedì. Che domenica passerò ragazzi! Non è facile lottare con i libri, i libri sono una cosa bella.
Susanna torna a casa.
Sorpresa!
Lì, sul tavolo della cucina c’è il registratore, l’aggeggino della maestra!
Guarda Susanna! Senti le voci dei tuoi compagni, stanno leggendo per te le pagine di storia, e per lunedì tu le avrai sentite tante volte, ma forse te ne basteranno anche poche, di volte. Perché sei una bambina curiosa e intelligente, e se anche le parole scivolano via, se anche la fatica non diminuisce, tu hai tanti amici che ti vogliono bene, e fanno un po’ di strada in montagna con te.
ciao ciao
I miei scrittori preferiti
Gian Burrasca
Insomma, dopo questo pistolotto adesso vi dico che stiamo leggendo proprio "Gianburrasca", e sono rimasta perplessa, io l'ho letto a otto/nove anni e.... lo capivo, qualcuno ieri mi ha detto "ma nooo, è troppo difficile per i bambini di terza!!!" Compresi i tre punti esclamativi lì, sulla faccia.
Io dico che dell'intelligenza dei miei marmocchietti mi fido, ci sono parole antiche? Mbè?! Che noi forse capiamo tutto di quello che leggiamo? Tutto tutto senza fare un po' di fatica? Diamine, un po' di fatica non fa male.
"Maestra cosa vuol dire mustacchi?"
"Sono i baffi, Marco."
Ma vuoi mettere la parola baffi con la parola MUSTACCHI? Che appena la pronunci ti viene fuori la caricatura?
"E la caramella?"
"Non è quella alla menta, Luca, è l'occhialino che mettevano una volta, per darsi un tono, così....." e gli fai il mimo, se ti riesce, e se no... si ride di più.
E quello alla televisione? Che mi dite delle musiche di Nino Rota? Quello che faceva le colonne sonore a Fellini. La regia di Lina Wertmuller, e gli attori?
Non so cosa ci sia adesso per i bambini alla tv, francamente non ce l'ho e non avrei il tempo di vederla, mi chiedo però, senza malizia ma con vera curiosità, se sia rimasta a questo livello, per bambini o per adulti.
Allora leggiamoci Gianburrasca, non sarà un libro eccelso, ma molto meglio di certe pappine insipide, e a ben vedere oggi comprendo di più il povero babbo che non la piccola peste, ma forse è questione d'età...
Comunque eccolo qui
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