I tamburi d'Africa

0
COM
In Brasile si chiamerebbe 'saudade', il significato è molto vicino. 'Blues' : malinconia, tristezza. Difficile da tradurre. Le parole sono una cosa bellissima, hanno dentro l'esperienza di un popolo. Tradurre è sempre una cosa impossibile se non c'è stata prima un po' di conoscenza, di condivisione. Non è un lavoro di vocabolario, è una faccenda di vita vissuta.
Ok! Blues. La storia è quella, dall'Africa all'America sulle navi che trasportano uomini come merce da vendere. Il cuore è un tamburo, e i tamburi sono il suono del cuore d'Africa.
Erano Griot, i maestri della parola, i cantastorie diremmo qui da noi.
Memoria della terra africana, dove la storia è affidata al racconto orale, prima che al libro, alla musica e al canto prima che alla scrittura.
E quando li hanno strappati dalla loro terra hanno continuato a cantare lì, dove li avevano deportati.
Canti di lavoro e di dolore, canti di fatica e nostalgia... blues, appunto.
Il solista canta ed il coro risponde, ad antifona si chiama, è la struttura dei canti fatti dal popolo. Blues, sì, ma non da soli. Il bluesman, anche nella più nera solitudine, canta qualcosa che è condiviso da altri.

Erano canti proibiti, in tutti gli stati dove il puritanesimo dettava legge, solo in Louisiana, vecchia colonia francese, gli schiavi avevano un minimo di respiro... e lo usavano per cantare.
L'inconfondibile blue note, il groove è partito da New Orleans e poi, quando le piantagioni non hanno più dato lavoro, si è spostato a Chicago... ma questa è la storia che continua e si dirama come un grande albero... jazz. Ma li senti ancora in sottofondo? Si, sono i tamburi d'Africa.





blues: poesia americana

0
COM
Per quanto disperato, non ho ancora trovato un blues cinico... se lo trovate fatemi un fischio.
Anche questo aiuta...

Life is Fine 
by Langston Hughes

I went down to the river,
I set down on the bank.
I tried to think but couldn't,
So I jumped in and sank.

I came up once and hollered!
I came up twice and cried!
If that water hadn't a-been so cold
I might've sunk and died.

But it was Cold in that water! It was cold!

I took the elevator
Sixteen floors above the ground.
I thought about my baby
And thought I would jump down.

I stood there and I hollered!
I stood there and I cried!
If it hadn't a-been so high
I might've jumped and died.

But it was High up there! It was high!

So since I'm still here livin',
I guess I will live on.
I could've died for love--
But for livin' I was born

Though you may hear me holler,
And you may see me cry--
I'll be dogged, sweet baby,
If you gonna see me die.

Life is fine! Fine as wine! Life is fine!



accendere candele

20
COM
Stasera, caldissima sera di luglio, sono entrata in chiesa. Si, in chiesa, non ci andate mai?
Mezz'ora prima della messa. Come da un po' di tempo a questa parte prendo le mie belle candele e metto il soldino, ormai è come l'abbonamento ai caffè del bar... 5 euro mi valgono per qualche giorno.... bisogna prevenire, mica sempre si hanno gli spiccioli!
Mi piace accendere candele, mi piaceva anche da bambina, la fiammella è qualcosa di vivo e palpitante, un piccolo cuore acceso, che rimane lì a pregare per te anche se vai via.
Ho acceso le candele e mi sono inginocchiata. Le nonne intanto hanno attaccato con il rosario.
Non sono mai stata tanto brava nei rosari, o mi distraggo alla grande o... mi addormento. Ma non è grave, pare, le nonne vanno avanti anche per te come le candele accese, come quando ti addormentavi in braccio a tua mamma, sentivi e non sentivi... però eri lì, al sicuro.

Altre persone intanto si sono avvicinate ad accendere la loro candela, e tutte accendevano dalla fiamma di un altro... tutte. Ecco, ho pensato, è proprio così la parola 'condivisione'... ci si aiuta quel tanto che basta ad accendersi a vicenda poi, vicini, si fa affidamento ad un altro.

Mi piace accendere candele: è un modo per dire 'sono presente'.
Per me, perchè assicuro un po' di tempo contro la mia distrazione; per altri a cui voglio bene perchè possano accendere la loro luce alla mia, non serve tenerli spenti al buio dei miei pensieri, bisogna che la loro fiammella arda davanti a chi solo può ascoltare ed esaudire.

Io mi distraggo sempre quando recito il rosario, però non mi disturba, mi sento al sicuro.
Posso continuare ad accendere una candela per te?... se vuoi.

Ciao ciao

l'universo da bambino

0
COM
Planck! non è il capocannoniere della Germania, è il satellite artificiale spedito dall'Agenzia Spaziale Europea (ESA).
Lanciato nel maggio del 2009 per osservare il fondo cosmico di microonde.
No mamma non è il forno che cucina un pollo in 2 secondi! E' un po' come andare in cerca di fossili, i fossili delle stelle, per farsi raccontare la storia dell'universo... cioè la nostra storia.
Bene Planck sta mandando le sue prime informazioni. Dio mio! Non è grandioso?!
Ed ecco come lavora il nostro esploratore.



La mappa che ne risulta mostra la via lattea (la parte blu per quanto ne capisco) e la parte più antica, il fondo cosmico appunto (in rosso).

Ma per spiegazioni più precise vi rimando qui (in inglese) e qui (in italiano)

La cosa che posso dire io è solo tutta la mia meraviglia. Certo per la grandezza dell'universo, per la bellezza delle stelle, per il mistero del cosmo; ma ancora di più per l'ingegno umano, la curiosità, il desiderio. La meraviglia perchè è frutto di un lavoro, normale, non è mica roba da supereroi.
Lavoro, lavoro, lavoro. Nascosto, ripetitivo, arido il più delle volte credo... proprio come il lavoro di tutti... e allora se la forza motrice di tutto questo è il desiderio di conoscere, posso dire che anche con il mio, di lavoro, posso andare a fotografare le stelle? Non proprio quelle lì, ma sicuramente belle così.

Grazie signori del Planck!
Ciao ciao!

Commossi

0
COM



Per quanto la notte sia scura, se guardi bene un piccolo lume lo vedrai sempre. 


E se ci pensi bene, quella piccola luce ha proprio bisogno del buio per farsi vedere

da te. 


Troppa luce la nasconderebbe, troppo rumore distrae dalla voce unica del bene

vero, che non grida, sussurra. Poi ti avvicini e vedi che il tuo cielo è stato riempito


 di stelle, come un baule pieno di gioielli regalati da un amante esagerato.


Noi non ci pensiamo mai ma siamo molto amati... dio mio come siamo amati!

Holy Mother

0
COM



by Eric Clapton and Stephen Bishop

Holy Mother, where are you?
Tonight I feel broken in two.
I've seen the stars fall from the sky.
Holy mother, can't keep from crying.

Oh I need your help this time,
Get me through this lonely night.
Tell me please which way to turn
To find myself again.

Holy mother, hear my prayer,
Somehow I know you're still there.
Send me please some peace of mind;
Take away this pain.

I can't wait, I can't wait, I can't wait any longer.
I can't wait, I can't wait, I can't wait for you.

Holy mother, hear my cry,
I've cursed your name a thousand times.
I've felt the anger running through my soul;
Holy Mother can't keep control

Oh I feel the end has come,
No longer my legs will run.
You know I would rather be
In your arms tonight.

When my hands no longer play,
My voice is still, I fade away.
Holy mother, then I'll be
Lying in, safe within your arms.




Dicono l'abbia scritta per un altro musicista che aveva il soprannome di 'Santa Madre'... e che non fosse proprio quel che si dice uno 'stinco di santo'.
E allora?... cosa cambia?... Dio permette le sviste e ci ride anche sopra!
Il bluesman potrà anche essere un rottame, strafatto, bevuto, fumato, allucinato.... ma una cosa la sa fare bene: domandare.
Questo è tutto quello che basta per la vera 'Holy Mother'

Ok mister Clapton I hear your voice!

estrema ribellione: nulla si perde nel nulla

0
COM
Guardare la gente che soffre, e tanto, e non sapere, non potere fare niente è una grande, grande lezione.
Occorre spostare il centro di attenzione da sè ad altro. Altrimenti si entra in un labirinto.
Lo dicevo stasera a mio padre, ma lo dicevo a me. Come è vero!
In questo momento papà è fissato sui suoi bisogni... si direbbe che non potrebbe fare altrimenti, lo giustifichiamo... ma è giusto davvero?
Poi ti accorgi che facendolo parlare d'altro, raccontandogli cose, anche una barzelletta, una stupidaggine, un'impressione... non è distrazione, è rimettere sulla strada, è spostare la prospettiva, riaggiustare il baricentro.
Così sono io, a volte i miei bisogni si gonfiano all'inverosimile, sembrano come la rana di esopica memoria, fissata su di me... mi lascio sfuggire il mondo intero!

C'è un altro uomo in quella corsia, un uomo che se ne sta andando. Tempra tenace, sofferenza tanta, voglia di vivere... di più.
Lo guardavo stasera e mi immaginavo la sua vita, chissà com'era da giovane? Chissà che ragazzo era quando ha incontrato sua moglie, chissà come si sono voluti bene, che padre è stato? Cosa gli piaceva? Cosa no?
Quello che si è vissuto. Nella buona e nella cattiva sorte, la condivisione di una vita... anche per un uomo soltanto, un piccolo puntino nell'universo... non può azzerarsi in un attimo.
No, l'uomo non può essere ridotto alla sua sofferenza, l'uomo non è definito dal suo dolore... non è possibile, non mi rassegno. Al nulla non mi rassegno.
Caro signor Renzo, chissà se riuscirò a raccontare la sua storia?

Io credo che ci sia un Paradiso, ma non mi basta pensare che il signor Renzo troverà nel futuro, anche se fra poco, un posto bellissimo dove starà bene, dove tornerà il suo vigore e la bellezza della sua esistenza, c'è un seme di bellezza anche su un letto di morte, c'è una nota costante, ostinata, ricorrente, in sottofondo che dice la grandezza di un uomo e il frutto prezioso di una vita proprio lì dove tutto griderebbe fine, guasto, dolore, inutilità, soprattutto inutilità.
No, la morte non è l'ultima parola sull'uomo... non domani, adesso.